Sono anziano... ma gli anni mi rendono giovane.
Quanti anniversari lungo il cammino! In quest'ultimo decennio il "ricordare anniversari" è stato una costante. A cominciare dal primo centenario della morte del caro padre don Bosco che fece di Sampierdarena il suo rifugio nei momenti difficili e l'amò come la sua "Valdocco". Poi il 130° della venuta dei Salesiani a Genova, ora il 130° della partenza dei primi missionari verso l'America Latina e il 50° della consacrazione della Chiesa Parrocchiale di S. Giovanni Bosco e S. Gaetano. Mi sento la memoria scritta di tante persone, avvenimenti, gioie e sofferenze... infinite. Sento il "peso di essere fonte" a cui i posteri attingeranno per scrivere la "storia" di questa meravigliosa città dei ragazzi, orgoglio e vanto dei genovesi. Vorrei essere l'eco fedele della vita delle migliaia di giovani che attraversano questi cortili, ora vestiti a verde, e trascorrono la loro fanciullezza e giovinezza al don Bosco. Con le loro ansie e paure, attese e speranze. Vorrei immortalare tutti quei volti. Vorrei ancora accompagnarli nella vita, voce amica che volentieri si ascolta.
Ho qualche anno in meno del bel campanile fatto costruire da don Bosco. Le bombe lo rispettarono e pianse sulle macerie del suo bei S. Gaetano distrutto. Al momento del bombardamento stringeva al suo seno alcuni salesiani e don Bosco - penso - lo protesse. Con la morte nel cuore, ergendosi sulle macerie, il suo scampanio il 25 aprile del 1945, segnò l'inizio di un'era nuova: la ricostruzione. Nel 1955 le sue campane sembravano non voler più smettere di gridare a tutti che la sua Chiesa era risorta, con la stessa gioia con cui, nella Pasqua del 1934, avevano annunciato al mondo che don Bosco era stato fatto Santo.
E da allora le sue campane sono la voce della Comunità che annuncia momenti di festa e accompagna chi ci lascia. Con la semplicità e la forza di sempre insieme plaudiamo alla nostra cara Chiesa, ai tanti missionari che da Genova portarono don Bosco nel mondo, a don Livio e a don Guido che festeggiano le loro nozze d'oro. I nostri auguri ricoprano Genova con l'ondare delle tue campane...
Abbiamo il cuore pieno, ma tante pagine ancora da scrivere e tante voci da ricordare, nel terzo millennio". Un leggero venticello sfiora dolcemente l'Eco e a quella carezza i fogli cominciano ad agitarsi tingendosi di luce chiara che sale su, su fino ad abbracciare il campanile che diventa tutto luce.
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