La storia del Cinema Don Bosco di Sampierdarena dovrà prima o poi essere al centro di una ricerca esauriente e documentata che faccia luce soprattutto sugli inizi di questa bella ed importante iniziativa. Limitiamoci in questa occasione a citare il coadiutore salesiano Carlo Luoni che seguì per molti anni la programmazione festiva e precedentemente i cineforum scolastici animati da alcuni salesiani fra cui ricordiamo don Briano.
La nostra ricostruzione inizia negli anni '70 quando sotto l'impulso di don Gianni d'Alessandro e di don Riccardo De Grandis, due salesiani che credevano senza se e senza ma nell'attività culturale, il cinema Don Bosco si attivò nella promozione dei film d'arte e cultura e aderì - tra i primi in Italia - alla FICE (Federazione Italiana Cinema d'Essai). In particolare don Gianni D'Alessandro introdusse la doppia programmazione anche nei festivi (il pomeriggio il film per ragazzi, alla sera quello d'essai) e coinvolse un gruppo di giovani e di adulti nella gestione.
Si era nei primi anni 80, il tempo ruggente della nascita dei primi cineclub cittadini e il Don Bosco, rinnovato nello spirito, coniò il nome simbolo, trasformando quei giovani nel "Club Amici del Cinema". Si trattava di colmare il vuoto lasciato dalla chiusura delle antiche sale ed occorreva il coraggio di impiegare risorse economiche nella ristrutturazione, nell'ammodernamento e nell'introduzione di attrezzature e tecnologie sofisticate. Se questo era il versante strutturale, più delicato e impegnativo era l'adeguamento delle menti, delle conoscenze, del gusto dei futuri nuovi cinefili impegnati nella ripresa.
Una prima pubblica controprova della validità del lavoro svolto fu la testimonianza della prestigiosa rivista "Ciak" che nel 1988 inserì la sala tra i locali a 5 stelle, cui seguì la valutazione del settimanale "L'Espresso" che parafrasando lo slogan del club "II cinema di qualità in una sala di qualità" si dichiarò lieto di segnalare come nelle periferie delle grandi città esistessero sale modello.
Siamo giunti agli anni 90: la programmazione copre l'intera settimana e, tenendo conto delle esigenze del pubblico, si sono curate le proiezioni dei film d'autore, si è spaziato fra i generi, con coraggio e professionalità sono state presentate cinematografie sconosciute e retrospettive di successo.
L'identità del Don Bosco, tuttavia, non si ferma alla sola proiezione, ma cerca continuamente una vasta gamma di attività complementari, come l'organizzazione di mostre, incontri e dibattiti, rassegne di cortometraggi e video. Tutto ciò in linea con il filo conduttore che anima gli intenti del cinecircolo genovese, ossia la presentazione della sala come circolo culturale, che avvicini i giovani alla cosiddetta settima arte e contemporaneamente proponga loro una valida occasione di partecipazione e riflessione. Con questo spirito, infatti, il cinecircolo ha costituito con altri tre cineclub genovesi il circuito cinematografico "Many Movies", che fornisce un'unica card per accedere a più sale; lo spettatore ha così a disposizione una ricca rete di informazioni e proposte cinematografiche. Di qui l'ideazione di rassegne e personali nate e realizzate in più sedi.
L'attività del Club Amici del Cinema in quegli anni ottiene riconoscimenti significativi, a partire dalla presentazione a Genova de "La Settimana Internazionale della Critica" di Venezia nel 1990 e nel 1992, del progetto "L'Europa incontra il cinema" nel 1995. Non mancano cicli sui grandi generi cinematografici come "Febbre Gialla" che ripropone la migliore produzione annuale del genere e "Dylan Dog" dedicato all'horror e al fantasy. Altrettanto rilevanti sono i percorsi che la Sala Don Bosco compie su tematiche sociali e civili: del 1993 è "Oltre le sbarre" sulla condizione carceraria, nel 1994 è la volta di "Lavoro, non lavoro, senza lavoro" una sintetica ma significativa carrellata sui modi e sui toni con cui il cinema ha raccontato l'uomo e il lavoro, realizzata con l'Assessorato alla Cultura della Provincia di Genova e il Gruppo Ligure Critici Cinematografici (S.N.C.C.I.). In questa direzione sono da segnalare negli anni successivi "Immagini da una presa di coscienza" sui temi della pace e dell'antimilitarismo (1999), "Lo sguardo degli altri" (2000) dedicata all'handicap e "I diritti di tutti" (2003) con l'Associazione Nazionale Magistrati, "Luci sul buio - Cinema e diritti umani" (2004) in collaborazione con Amnesty International e l'Ufficio Politiche Giovanili del Comune di Genova.
Da sempre il cineclub ha considerato il cinema per ragazzi una priorità del suo progetto culturale e ad esso ha dedicato "Filmbusters - II cineclub per ragazzi". L'iniziativa, nata nel 1995 in collaborazione con la Biblioteca Internazionale "E. De Amicis" del Comune di Genova, è la principale manifestazione regionale di cinema per ragazzi e offre al pubblico dei bambini e degli adolescenti una selezione mirata di opere cinematografiche di successo e d'autore, scelte tra i classici o tra le più recenti produzioni. I giovani spettatori, muniti di tessera personale, possono sbizzarrirsi da veri cinefili nella stesura di recensioni, commenti e disegni sulle colonne di "Filmbusters News", bollettino della manifestazione. Oltre alla programmazione per ragazzi della domenica pomeriggio, si sono intensificate in questi ultimi anni le matinées per le scuole di ogni ordine e grado e si sono organizzati corsi di formazione e aggiornamento per gli insegnanti, in collaborazione con l'IRRSAE e l'Agiscuola. Così, recentemente, è arrivato anche il riconoscimento ufficiale di questa peculiarità, cioè l'inserimento del cinema Don Bosco di Sampierdarena nel Circuito Internazionale "Euro Kids Network", un'iniziativa ideata dal programma "Media" dell'Unione Europea allo scopo di consolidare e sviluppare l'offerta di "cinema al cinema" per ragazzi e in particolare per incoraggiare l'incontro del pubblico più giovane con le cinematografie europee. È proprio da questa organizzazione è arrivato un prestigioso premio, infatti il Cinema Don Bosco è stato premiato nel 2004 quale migliore sala europea per l'attività per ragazzi.
E veniamo al "Missing Film Festival - Lo schermo perduto", progetto speciale dell'associazione nazionale di cultura cinematografica "C.G.S." (Cinecircoli Giovanili Socioculturali) a cui il Club Amici del Cinema aderisce. L'iniziativa, giunta nel 2003 alla dodicesima edizione, non ha la pretesa di aggiungersi ai molti festival cinematografici "ufficiali" che si organizzano in Italia, anche se ne copia, ma è inevitabile, alcune caratteristiche: un programma fìtto e vario, una sezione riservata agli autori italiani, una "informativa" dedicata ai film stranieri e altre iniziative collaterali compresa una giuria di giovani spettatori che segnalano i film più graditi. E il desiderio di fare qualcosa di concreto che ha spinto i CGS a promuovere il Missing Film Festival, nella convinzione che uno dei ruoli dell'associazionismo cinematografico fosse proprio quello della diffusione dei film meno visti e meno protetti dal mercato. Quelli che, per intenderci, pur avendo partecipato a numerosi festival nazionali e internazionali ricevendone premi e segnalazioni, non sono mai usciti nel circuito delle prime visioni di molte città italiane: un cinema scomparso o forse destinato a perdersi nelle giungle dei palinsesti televisivi. Nel corso degli anni, il Missing si è anche rivelato una festa per chi ama e segue il cinema, in particolare per i giovani, che dimostrano di seguire quest'arte con entusiasmo e passione: oltre duemila presenze per ogni edizione. Molto netta, poi, è divenuta la connotazione culturale della manifestazione, che circuita i film in tutta la regione e permette al club di diventare palcoscenico ideale per dibattiti e convegni di registi, attori, critici ed esercenti.
In questi anni hanno calcato le "scene" del club registi come Daniele Segre, Paolo Benvenuti, Luigi Faccini, Silvano Agosti, Alessandro D'Alatri, Pasquale Scimeca, Giovanni Robbiano, produttori come Marina Piperno e Silvia e Laura Pettini, attori del calibro di Lino Capolicchio, Alessandro Haber, Felice Andreasi e Gioele Dix, critici e storici del cinema come Ernesto G. Laura, Claudio G. Fava, Piero Pruzzo, Claudio Bertieri, Aldo Viganò, Morando Morandini, Mario Sesti, esponenti della cultura come Edoardo Sanguineti, Arnaldo Bagnasco, Gianna Schelotto, Bruno Lauzi.
Sensibile da sempre alla produzione nazionale e alle opere di giovani registi il cinecircolo ha aderito dal 1998 al 2000 a "Cantiere Italia • Cento schermi per il cinema di qualità", il progetto promosso dal Dipartimento dello Spettacolo e realizzato dall'AICA che promuove film di qualità penalizzati dalla distribuzione con eventi e rassegne.
Oltre alle proiezioni di film d'essai e prime visioni, vengono proposti classici della storia del cinema, omaggi e rassegne dedicati a grandi autori di ieri e di oggi (da segnalare le retrospettive di Jean-Pierre Melville nel 1994, Shohei Imamura nel 1997, Emir Kusturica, Ermanno Olmi e Cari Theodor Dryer nel 1999, Bertrand Tavernier nel 2000, Takeshi Kitano e Jean Renoir nel 2001, Andrej Tarkovskij nel 2004 in collaborazione con festival, associazioni ed enti culturali.
Inoltre è stata costante l'attenzione che il Club Amici del Cinema ha riservato alle cinematografie poco conosciute, europee ed extraeuropee, in particolare si ricordano le rassegne "Aria di Vienna - II Nuovo cinema austriaco" (1987), "II cinema croato e sloveno" (1992), "Nailon - Appunti di cinema e cultura giapponese" e "Verso Sud - Omaggio al Nuovo Cinema del Cono Sud Latinoamericano" (1995), "Sguardi sull'Iran" (1998).
I risultati soddisfacenti raggiunti grazie alla seria formazione, che ha trasformato il nucleo originario di appassionati in una squadra di animatori culturali e seri professionisti del settore, hanno incoraggiato nel 1991 la costituzione di "Zelig" una cooperativa di produzione di servizi culturali che gestisce oggi una decina di sale cinematografiche, organizza festival e rassegne nel campo dello spettacolo, corsi di formazione e specializzazione. La Cooperativa nel corso di questi ultimi anni ha contribuito all'organizzazione e all'ammodernamento del Cinema Don Bosco. L'intensa attività di animazione culturale del CGS Club Amici del Cinema presso la Sala Don Bosco di Genova Sampierdarena ha ottenuto un premio nazionale nel corso delle recenti Giornate Nazionali delle Sale della Comunità (Padova, 9-11 maggio 2003), che hanno riunito tutti gli esercenti e gli operatori delle oltre 600 Sale della Comunità che sono attive in Italia.
Strettamente connessa alle attività del cineclub, è la creazione nel 2004 della Mediateca dello Spettacolo e della Comunicazione, nata presso il Centro Civico Buranello di Genova Sampierdarena grazie al Consiglio di Circoscrizione II Centro Ovest, alla Biblioteca Gallino. La nuova struttura è dotata di oltre un migliaio di video, altrettanti volumi e riviste di cinema e spettacolo. La mediateca ha finalità didattiche e culturali e svolge la sua attività di prestito gratuito dei materiali ai soci della biblioteca, del circuito regionale dei cineclub e cinema d'essai, ad insegnanti e ricercatori, universitari e studenti delle scuole medie superiori. Oltre allo spazio prestito e consultazione la mediateca dispone di una sala dove si organizzano periodicamente incontri con registi, attori e critici e personaggi dello spettacolo, cicli di dibattiti, presentazioni di novità editoriali, proiezioni di video.
Gian Carlo Giraud
| [Torna alla pagina precedente] | [commenta] | [home page] |