Ben presto però capimmo che, come spesso accade, la realtà è totalmente diversa da ciò che ti fanno supporre. È bastato poco tempo infatti per farci apprezzare il suo carattere: autorevole, ma mai autoritario, arricchiva di sorrisi sornioni, appena abbozzati, ogni discorso che si svolgeva sempre in tono pacato, quasi sussurrato: penso di non averla mai sentita alzare la voce anche se di motivi per farlo ce ne sarebbero stati tanti!!!
Non parliamo poi della sua cultura che ha conquistato grandi e piccoli: più di una volta mi è capitato di entrare in classe, dopo qualche sua lezione, e trovare gli alunni che si domandavano come facesse un insegnate di lettere a conoscere tanti altri argomenti non legati alla sua materia di insegnamento (erbe medicinali, funghi e tutto ciò che era legato alla natura da lei era trattato con la stessa competenza di un passo dei Promessi Sposi o della Divina Commedia).
Ricordo un episodio che mi
commosse particolarmente: il giorno del mio quarantesimo compleanno
(è noto che noi donne, dopo i vent'anni, non mettiamo i manifesti
per certe occasioni per cui non pensavo che conoscesse tale anniversario)
mi chiamò in Presidenza e mi consegnò un pacchettino:
"Sai - mi disse - non succede sovente di compiere quarant'anni, auguri"
Quella penna la conservo fra i ricordi più cari e più graditi,
anche perché era stato un dono veramente inatteso e consegnato
con quella semplicità che l'ha sempre contraddistinto.
Da alcuni anni don Guido ha dovuto lasciare la scuola per ricoprire altri incarichi in parrocchia, ma ci ha trasmesso grandi insegnamenti che sicuramente non dimenticheremo. A me personalmente ha lasciato il testimone della Presidenza: non ho sicuramente le sue capacità e la sua esperienza, ma le assicuro che ci metterò tutto l'impegno possibile per mettere in pratica ciò che mi ha insegnato un simile maestro!!!
Con affetto Giuliana
arrivare al 50° non possa che essere un traguardo intermedio per ancora operare come ottimo viticultore nella "vigna del Signore". In fondo Livio è stato abituato a vivere al servizio dei fratelli: così era sin da giovane all'oratorio. Non era che si distinguesse nel tirare calci al pallone: allora lo facevano tutti! Era però sempre presente serenità e gioia. Il suo portamento non era chiassoso come il nostro ma la sua calma conquistava tutti. Era, è e rimane un Amico.
Nelle discussioni che, a volte, potevano nascere, Livio era un punto di equilibrio. Dimostrava autorevolezza, mai autorità. Insieme abbiamo vissuto la stagione bella del Circolo di Gioventù Cattolica del Don Bosco.
Quando Livio scelse la strada di esseere sacerdote salesiano, noi, suoi amici, non fummo stupiti. In lui tutto si identificava nella volontà di porsi al servizio pieno di Gesù. Sacerdote ha operato nella Congregazione: nella scuola, tra i giovani, svolgendo l'incarico di segretario nell'ispettoria, parroco a Genova Quarto, per ritornare alla sua Sampierdarena come vice parroco. Sempre nell'obbedienza. Con quella signorilità che era allora e continua ad essere oggi testimone sempre dell'amore che si deve portare ai fratelli (tutti anche ai lontani).
Io credo che il suo motto sia "niente va perduto se si resta nella fede".
Ritengo che avvicinarlo nella confessione, ove non può essere allentata la dottrina, può dare quelle linee guida per migliorarsi: vero direttore spirituale.
Onore per noi oratoriani è la metodologia con la quale Livio presenta l'omelia. E' una spiegazione punto per punto dei testi letti con semplicità e chiarezza, che viene recepita da quanti ascoltano.
Caro don Livio ti abbiamo sempre visto così: impegnato a servire Dio e i fratelli.
Con affetto Gian Maria Pronzato
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