Laici "pietre vive" della Comunità parrocchiale

La fonte orale cui il giornalista attinge: Gian Maria Pronzato e Vittorio Stauder.
Nelle varie parti di questo Numero Unico abbiamo ricordato molte "pietre vive" che ora costituiscono la Chiesa del ciclo. Ma tanti sono i volti non venuti a luce...
Sono persone che molti hanno forse conosciuto e senz'altro stimato. Le ringraziamo per il tesoro di fede che ci hanno lasciato.

Vorremmo con immaginazione aprire questo "infinito album di famiglia" per rivederli tutti... una meravigliosa schiera, con i loro pastori, dei quali qui parliamo. Nella preparazione di questo speciale Eco abbiamo scoperto un forte sentimento di appartenenza: davvero una Comunità che in questo cinquantennio ha sentito "sua" la Chiesa... a cui chiedere e dare. Una meravigliosa gara di generosità, di un volontariato, a volte nascosto, ma tanto necessario quando si comprenda che la parrocchia non è del parroco, ma di tutto il popolo di Dio che la compone.

Sono tutti nel cielo, che il tempo vela, tutti importanti e meritevoli.


La chiesa, in senso lato "il don Bosco" nel quartiere "San Gaetano', è da sempre centro di aggregazione e svolge un ruolo sociale non trascurabile, la cui influenza si avverte ben oltre i confini della delegazione. A partire dall'Oratorio che è la dimensione giovanile della Parrocchia.

Nel territorio della parrocchia risiedono circa 15mila abitanti, Dirigenti dell US Don Bosco riuniti in quasi 6000 famiglie. A queste persone vanno aggiunti coloro che gravitano nell'Istituto e nell'Oratorio: una vera e propria comunità che necessita di esempi positivi e guide sicure per non smarrire il cammino. Nella chiesa - popolo di Dio, con i sacerdoti collaborano i laici chiamati ad essere testimoni della Verità. Un ruolo delicato e importantissimo, da cui spesso dipendono le fortune della comunità; una testimonianza che oggigiorno risulta evidente nelle varie attività parrocchiali, con animatori, educatori e responsabili, ma che è sempre stata presente, anche nel passato, con laici impegnati.

vecchi amici: Boggi, G.C. Torazza, Gianni Puppo, Benito Varriale, Gino Carrara, Vittorio Buffa Molte e molto diverse fra loro sono le modalità con cui si è risposto alla chiamata a collaborare all'apostolato. Tante sono le "pietre vive", persone che hanno svolto un servizio volontario e gratuito presso il Don Bosco: collegata allastoria della Chiesa c'è indubbiamente la storia di questi personaggi, la cui opera silenziosa, il lavoro efficace e costante ha permesso al "don Bosco" di arrivare in piena forma nel terzo millennio.

Giuseppe Bonzani Presidente del Consiglio PastoraleCrescendo, però, aumentano le difficoltà, i problemi e i dubbi: La società non ha tributato loro un qualsivoglia riconoscimento, ne d'altra parte era nelle loro intenzioni riceverlo: certi solo di un premio che unicamente il Cielo può dare, questi laici del passato sono giunti ai giorni nostri nel ricordo dei loro cari e nell'ammirazione delle persone che sono cresciute sotto la loro guida, nonché attraverso le iniziative che contribuirono ad avviare. Sicuramente la polvere di cinquanta anni ha provveduto a - ricoprire alcuni nomi, e il nostro elenco sarà incompleto e non renderà merito a tutti quanti; tuttavia ci auguriamo che la citazione di alcuni fratelli sia il punto di partenza per aprire i famosi cassetti della memoria, e riportare alla mente delle persone più anziane nomi, volti, sorrisi, azioni e momenti vissuti in compagnia di chi ci ha già preceduto in Paradiso.
L'Oratorio del Don Bosco, quale volto giovanile della chiesa, ha sempre offerto spazi aperti, campi e palestre dove potersi sbizzarrire e sfogare l'impeto della gioventù; ma accanto all'attività sportiva sono fiorite associazioni, gruppi e movimenti che si sono distinti per l'impegno a favore del prossimo. Nel campo della carità verso i più bisognosi, i più soli, i lontani ricordiamo l'opera di:

"Il Sogno" dei nostri giorni deve un ringraziamento all'opera di questi signori. Ugo Razeto presidente cosiglio pastorale Fra i molti meritevoli hanno diritto di una particolare menzione i laici che nel 1955 parteciparono al primo Consiglio Pastorale parrocchiale: Gaetano Cavallaro, Mario Podda, Delfina Parodi (già Presidente delle donne dell'Azione Cattolica), Mario Accorsi, Giovanni Ugo Rozato e Bocca. Un manipolo di cristiani su essi rifiorì la parrocchia, che da allora prese il nome di "San Giovanni Bosco e San Gaetano', riportata a nuova vita, dopo gli anni bui delle guerre, anche grazie al loro impegno. Ma da quelli anni in poi si può avere una una testimonianza vivida ricorrendo alla memoria di Gianmaria Pronzato, Nino Boggi e Vittorio Stauder, illustri oratoriani che contribuiscono a mantenere fresca l'immagine di chi ha gettato le basi per l'attività del Don Bosco, e insegnano ai giovani ad apprezzare persone che non hanno avuto modo di conoscere.
A quanti sono stati testimoni e a coloro che operano nelle varie attività della Parrocchia, vale quanto lasciò scritto il 4 dicembre 1948 il cardinale Arcivescovo Giuseppe Siri: "siate per voi e per gli altri, mai solo per voi"

Annotazioni a questo articolo di Federico Grasso

[Torna alla pagina precedente] [commenta] [home page]