Genova è il naturale sbocco sul mare del Nord Ovest: una linea ideale collega i bricchi di Valdocco ai moli della Superba. Ad onor del vero Don Bosco, in un primo momento, venne indirizzato verso Marassi: ma i locali alla foce del Bisagno erano piccoli per le esigenze del tempo, e la distanza dal porto costituì un ostacolo che convinse il futuro Santo a cercare ancora. Don Bosco immaginava già di portare il Vangelo ai popoli lontani. I mezzi di comunicazione di oltre un secolo fa non erano "in tempo reale" e le notizie dall'altra parte del mondo arrivavano frammentate, imprecise, in ritardo, circondate da aloni di mistero. Se possibile, questo fatto diede ulteriore slancio alla volontà di don Bosco: L'11 novembre 1875 don Giovanni Cagliero guidava il primo gruppo di temerari alla volta dell'Argentina.
Gli emigranti italiani erano numerosi, e questi primi salesiani salparono da Genova per portare una parola di conforto in mezzo a tante difficoltà. Il copione fu più o meno lo stesso per oltre un secolo: cambiarono i protagonisti, le destinazioni e le motivazioni per le missioni, ma il messaggio di pace, amore, fede e speranza che spingeva a partire era sempre lo stesso.
Correva l'anno 1982 allorquando i coniugi
De Marchi, Don Giovanni Rizzato e Don Bocchi
vennero chiamati per un progetto agricolo in Cameroun:
la casa di Sampierdarena (e con essa tutta l'Ispettoria) cominciò
così a occuparsi di Africa. A Ebolowa era presente una missione della
diocesi con una scuola elementare, e il Vescovo Pier Celestin Mhou
volle fortemente i salesiani in quella struttura.
Prima di partire Don Bocchi formò una forte rete di contatti in Italia,
e si è rivelata vincente la mossa di considerare le missioni africane alla
pari di nuove case dell'Ispettoria. Ebolowa è circondata da cinque piste
che portano nell'interno del paese: milioni di persone gravitano attorno
alla seconda città del paese, e i giovani che affrontano l'esperienza
africana raccontano impressionati dell'enorme numero di bambini che affolla
l'oratorio. Tutti gli anni infatti alcune persone decidono di raggiungere
i missionari impegnati nelle case salesiane di quella che ormai
è l'Ispettoria Centro Africa: al termine della
"scuola di mondialità"
(organizzata dalla VIS da ottobre a maggio)
si parte per un'esperienza indimenticabile, un mese all'interno della
comunità africana. Ma non solo: le prime missioni sono diventate a loro
volta punti di partenza per nuovi aiuti.
Il nostro Don Natalino si è spostato alla volta del Ciad, dove ha trovato una situazione di miseria assoluta, II Gruppo Missioni Amici di Don Bosco lo aiuta per quanto possibile insieme alla comunità (ogni mese partono pacchi di medicinali, viveri e risorse), e "i mini progetti" stanno ottenendo finanziamenti che si traducono immediatamente in opere concrete.
Tanti sono i salesiani e i laici che hanno contribuito a diffondere la speranza in quelle terre lontane: fra quelli a noi più vicini ricordiamo Don Valentino, Roberto Lionelli, Don Giovanni Rizzato e Don Paolo, che sotto il cielo africano è tornato al Signore.
Federico Grasso
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