Elena, Federica, Francesca, Maria Chiara, Maria Stella e Monica: sono i nomi delle prime sei compagne di classe che ho avuto alle medie... anzi, sono proprio le prime sei "bimbe" che segnarono l'apertura al gentil sesso della scuola dei Salesiani. Era la prima "d" dell'anno scolastico 1989/1990 (a quei tempi c'erano ben quattro sezioni), e le mie colleghe ricevettero manforte da altrettante socie della prima "c" dodici donzelle in un colpo solo completarono la tradizionale vita dell'Istituto.
Fu questa la prima grande novità da quando, alle superiori, avevano differenziato le varie specializzazioni dell'Istituto Tecnico, e non è stata l'ultima che ho avuto modo di sperimentare in prima persona.
Durante i tre anni trascorsi alle medie (scuola al mattino, doposcuola con gli animatori e obiettori al pomeriggio) era maturato il progetto del liceo scientifico, un'alternativa alla scelta professionale. E così, terminata la scuola dell'obbligo, ecco imboccare in prima fila la nuova strada: bisognava superare, però, le peripezie burocratiche. Un nuovo tipo di Scuola, per essere parificato, necessitava di un esame alla fine del primo anno scolastico. Giugno 1993 ci vide emigrare presso i cugini dell'istituto Sacra Famiglia di Rivarolo: italiano, matematica e latino come scritti (ma forse c'era anche inglese), tutti gli orali e la soddisfazione di superare senza troppi patemi (solo un paio di rimandati a settembre) l'extra del debutto.
Con il passare degli anni abbiamo assistito alla trasformazione
radicale dei cortili: al posto del doppio livello ecco arrivare
i campi verdi, un'unica grande superficie dove scorrazzare nei momenti
liberi dallo studio.
In quarta superiore uno dei ricordi più belli: la prima
gita di classe
degna di questo nome, i cinque giorni trascorsi ad Atene.
Un tuffo nella culla della cultura occidentale un'occasione unica per
visitare luoghi studiati solo sui libri e "fare gruppo".
La sconfinata (e a quei tempi sporca) Atene vista dall'alto del Colle
Ligabetto, il Partenone, oasi bianca e purissima che da oltre duemila
anni è un punto di riferimento della storia dell'arte, la Porta dei Leoni
e le mura di Micene, l'ombelico del mondo di Delfi, lo Stretto di Corinto
e il Teatro di Epidauro. Posti affascinanti e indimenticabili...
fra l'altro presso la nostra agenzia aveva prenotato il viaggio anche
Hilary Clinton con la figlia Chelsea (e nel 1996 non erano ancora così
famose come dopo l'impeachment), che ci accompagnarono per buona parte
del tragitto: le visite a Delfi, al Museo Archeologico Nazionale e al
Partenone sono state le più sorvegliate a cui abbia mai preso parte,
con poliziotti ad ogni angolo e sotto ogni pietra.
La gita di Atene segnò l'inizio dei viaggi di classe all'estero:
in quinta ci gustammo Parigi, ma mi è giunta voce che anche Praga
sia stata particolarmente apprezzata dai nostri "successori"
La maturità 1997 fu l'ultima tappa della "carriera scolastica" al Don Bosco; paradossalmente, ci toccò per la seconda volta emigrare presso un'altra struttura: eravamo troppo pochi per avere una commissione d'esame tutta per noi...alla fine i più scontenti risultarono proprio i professori che ci ospitarono (il Liceo Fermi, pochi metri dietro al nostro Istituto)... Degli 8 anni trascorsi mattino e pomeriggio (negli ultimi tempi anche qualche notte, da quando avevamo messo in piedi il giornalino di classe - il celebre Non Solo Scuola - e per chiudere il numero si faceva parecchio tardi nell'aula messa a disposizione) nell'Istituto Don Bosco conservo ricordi bellissimi, e anche qualche piccola arrabbiatura, ci mancherebbe altro: la recita alle medie della Giara di Pirandello, il libro mai finito in inglese, gli indovinelli di Don Pelato, un ambiente e un'atmosfera serena e tranquilla.... la stessa che poi mi sarebbe un po' mancata all'università (ma questa è un'altra storia)!
Anche al di fuori, però, ho continuato a tenere d'occhio l'evoluzione
del Don Bosco, e le novità non sono certo mancate: in questi anni
si sono avute numerose aperture.
Asilo nido, asilo, elementari (mi hanno detto che oggi si chiamano
giardino d'infanzia, scuola dell'infanzia e scuola primaria)
adesso accolgono il bambino fin da piccolo, e dopo la scuola media (pardon,
scuola secondaria di primo grado) c'è la possibilità di scegliere anche
il Liceo Scientifico Sportivo (il "Pierre de Coubertin"
il primo in Italia di questo tipo): i futuri campioni dello sport possono
così conciliare il duplice impegno scolastico e agonistico, senza
uscire dallo sguardo e dall'abbraccio protettivo di don Bosco.
Federico
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