I volontari si sono impegnati in progetti educativi di vario genere: produzione di sapone con materiali locali, corsi di italiano, cucito, maquillage, chitarra, manifestazioni culturali, etc. "C'è più gioia nel dare che nel ricevere" Queste parole, rivolte da S.Paolo ai Cristiani di Efeso, esprimono bene la gioia del nostro don Roberto e dei 7 giovani che insieme a lui tornano dalla missione in Ciad in aiuto a don Natalino, ex allievo del Don Bosco di Sampierdarena.
Sentiamo don Roberto:
il primo giorno a N'Djamena siamo andati in giro per la città,
perché dovevamo notificare alla polizia la nostra presenza in Ciad:
non ci hanno degnato di uno sguardo!
Ecco il mercato. Non è facile da descrivere.
I negozi sono raggruppati per generi: puoi vedere file di 40 sarti
ognuno davanti alla propria macchina per cucire!
La parte al coperto è fatta di vicoli stracolmi di datteri,
spezie, semi, tessuti; poi un reparto con tavoli
pieni di carne, pesci e... mosche!
Passi oltre ed incontri i bambini musulmani con una ciotola di metallo legata al collo: sono lì per chiedere l'elemosina. C'è accanto l'Oratorio stracolmo di bambini: noi passiamo i pomeriggi a cantare e a ballare con loro con giochi italiani e musiche africane: niente di più divertente. Molti non parlano neanche il francese, solo arabo o gambai, che è una delle lingue di qui: eppure riusciamo a farci capire e a farli ridere. Siamo strani per loro, attrazioni, almeno per ora che siamo ne primi giorni.
La scuola. Sì, ogni mattina due ore di scuola con bambini dai 3 ai 13 anni, ai quali abbiamo portato dei quaderni con la storia di Cappuccetto Rosso ( preparati da Michela e Federica che sono state qui due anni fa) e matite per colorare le figure.
Domenica pomeriggio partita di calcio animatori - allievi: desolante sconfitta per i 3 italiani rimasti in campo sotto il sole cocente delle 16. Da sentirsi male.
Don Natalino.
Egli continua a parlarci: la guerra fino a tre ani fa,
i giovani deportati verso il Nord per combattere.
E tanti poveri nostri fratelli che risolvono i loro problemi nel furto,
nella piccola criminalità, nell'alcool, nella droga.
Quando ormai ci sentiamo ambientati e inseriti in questa realtà,
iniziarne i laboratori pomeridiani.
L'11 agosto Festa dell'Indipendenza:
sul palco per canti,
poesie, scenette , con bambine che si cimentano in balli tradizionali
al suono forsennato del tam tam.
Gioia e canti con gli allievi dell'atelier di Chitarra hanno sostenuto il tono della celebrazione.
È vicino l'ultimo giorno: la partenza per l'Europa. Pazienza! Ormai il nostro mondo era qui, con questi bambini che ridono se rispondi correttamente caré che si occupano dei fratellini, che si prendono a pugni. Sono bambini che a noi sembrano lanciati nelle strade tré automobilisti che hanno dimenticato di prendere la patente! Da quanto siamo qui, soltanto sulla via davanti all'Oratorio di Don Natalino sono stati investiti due! Un mese è passato presto.
Cosa rimane? Ci rimane il diritto di conservare, nascoste agli altri e forse a noi stessi, le idee che ha plasmato nei nostri cervellini quest'Africa così particolare e contraddittoria, noi Italiani rimane un cuore pieno di gioia.
Domingo Strizzoli
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