La cappella della pace: "Madonna del Don"

Nel 25° anniversario della dedicazione

A) CENNI SULLA STORIA DELLA CAPPELLA DELLA PACE

Icona Madonna del Don

Tra i vari eventi celebrati nel cinquantesimo della ricostruzione della nostra chiesa parrocchiale non possiamo passare sotto silenzio il 25° anniversario della dedicazione della cappella "Madonna del Don','celebrato il primo ottobre u.s.

Ci sembra opportuno rievocare alcuni momenti fondamentali della storia della nostra cappella della pace in questi tempi così pieni di voci di guerra. La cappella "Madonna del Don" situata nella chiesa parrocchiale san Giovanni Bosco e san Gaetano, nasce all'indomani della 533 Adunata Nazionale dell'Associazione Nazionale Alpini (A.N.A.), che si tenne a Genova nei giorni 3-5 maggio 1980. Il giorno 3 maggio 1980 il Cappuccino Padre Policarpo da Valdagno (al secolo Narciso Corsara), Cappellano militare del Battaglione Tirano in Russia, donò al gruppo A.N.A. di San Pier d'Arena "Medaglia d'Oro Gen. Antonio Cantore',' una pregevole riproduzione in rame dell'icona della Madonna Addolorata.
L'icona originale era stata da lui recuperata sul finire del 1942 mentre era in prima linea sul fronte del fiume Don, tra le rovine di un'isba nel villaggio di Belogorjie e dai suoi soldati amorosamente custodita e venerata. Il cuore della Madre di Dio, trafitto da spade, porta chiare impronte di mani che lo hanno devotamente toccato e di labbra che lo hanno baciato.

Terminata la guerra, poiché invece della pace dilagò ancora nel cuore degli uomini l'odio e l'egoismo, la sacra Icona, che durante il conflitto aveva ispirato fiducia e amore, si fece pellegrina di pace per le vie d'Italia. L'ultima tappa, dove è attualmente venerata come "Madonna del Don" fu la Chiesa dei Padri Cappuccini a Mestre (Venezia). Il 26 dicembre 1980 fu chiesto al salesiano don Riccardo De Grandis, parroco del "don Bosco" di trovare all'interno della Chiesa parrocchiale un sito dove collocare la Sacra Immagine. Don Riccardo, con il consueto slancio, unitamente ai confratelli della comunità parrocchiale, mise a disposizione degli Alpini addirittura una Cappella, quella dove in passato era situato il fonte battesimale.

Bastò quel gesto generoso per dare l'avvio ad un vero "atto d'amore": la realizzazione della "Cappella della Pace-Madonna del Don',' in memoria dei Caduti nella tragica campagna di Russia e in tutti i conflitti e per dare a Genova un luogo dove coloro che hanno perduto i loro congiunti o amici potessero raccogliersi in preghiera davanti alla Vergine Addolorata, che li veglia.

Si è letteralmente scatenata tra gli Alpini e i loro Amici una gara di generosità. Si costituì un Comitato Promotore presieduto da Giuseppe Carena e composto dal Capogruppo Sergio Buzzi, dal segretario Silvio Zappa e dai consiglieri Amari Giuseppe, Alessandro Bevegni, Giovanni Gualandi, Giuseppe Omacelli e Giovanni Panario.

Nessuno dei soci si tirò indietro: per mesi e mesi gli Alpini di San Pier d'Arena hanno lavorato tenendo ben saldo in mente l'obiettivo e realizzando interventi che in altre situazioni non sarebbero stati presi in considerazione neanche per un tornaconto personale. Sabato 10 ottobre 1981 la Cappella, allestita come la si vede nel suo stato attuale, fu solennemente dedicata. La Messa solenne fu celebrata dallo stesso padre Policarpo Narciso Corsara, dal parroco don Riccardo De Grandis, dal Cappellano di sezione mons. Luigi Borzone, dal nostro socio Cavaliere di Vittorio Veneto, il salesiano don Vincenzo Colombara e da padre Filippo Pittaluga, parroco della Chiesa di s. Francesco d'Assisi in Genova-Bolzaneto.

Nel 1990 - decimo anniversario della dedicazione - la Cappella "Madonna del Don" è stata dichiarata Santuario da sua Eminenza il Cardinale Canestri. Molti dei protagonisti di quelle giornata "sono andati avanti" come diciamo noi Alpini, ma il loro ricordo rimane indelebile: don Riccardo, don Vincenzo, Aldo, Silvio, Alfredo, Giovanni... Da lassù essi, in compagnia della nostra Madre Celeste, certamente ci guardano e ci proteggono.

B) COME SI PRESENTA LA CAPPELLA "MADONNA DEL DON"

Entrando, sulla destra, il piccolo altare, con relativo paliotto, è uno dei pochi pezzi sopravissuti alla distruzione dell'antica chiesa di san Gaetano, bombardata nell'ottobre del 1943, ed era situato nella cappella del Sacro Cuore. Il paliotto è costituito da un bassorilievo in marmo raffigurante la "Natività" di notevole valore artistico, opera dello scultore genovese Antonio Canepa (1850-1931). Sopra l'altare è collocata la riproduzione dell'icona "Madonna del Don" in una pregevole cornice, sovrastata da una tela ad olio di grandi dimensioni, opera sentita e vissuta dal compianto Aldo Orsi, dedicata "A chi non ha avuto una tomba" nella ritirata di Russia.

Tutt'intorno sono disposte notevoli opere in legno, preparate dall'alpino Silvio Lituania e scolpite dall'alpino Alfredo Giuliano su bozzetti di Carla e Franco Gabbani, che contribuiscono a creare un'atmosfera suggestiva ed unica.

- Il pannello di sinistra è titolato: "Tradizioni degli Alpini": per la difesa della Patria l'Alpino lascia il paese natio, la casa, la chiesa... Il mulo - fedele compagno di fatiche - e la vedetta del 1915 sono il simbolo dei leggendari fatti d'arme di cui gli Alpini furono protagonisti, fino a divenire "leggenda"

- Il pannello di destra vuole esprimere "Lo spirito degli Alpini" Sono simboleggiati alcuni valori fondamentali dello spirito alpino: il senso del dovere (la vedetta), l'attaccamento alla famiglia (alpino che scrive a casa); lo spirito di abnegazione (l'alpino di oggi presente nelle calamità naturali); il ricordo di coloro "che sono andati avanti" (la croce su cui è posato il cappello con la penna mozza). I girasoli e la chiesa ortodossa riconducono alle stelle alpine e alla chiesetta del primo pannello, indicando spirito di pace, fratellanza ed ecumenismo, nonostante gliorrori della guerra.

- I pannelli centrali mostrano due ponti ben noti nella tradizione, non solo alpina: quello di Bassano caro ai "veci" del '15-'18 e quello di Ferali, simbolo della campagna di Grecia- Albania. Questi due ponti che riuniscono due generazioni di Alpini vogliono simbolicamente confluire verso la Madonna del Don, affidandoci alla protezione della Madre Celeste.

Nella cappella si erge pure una grande croce di legno, opera e dono della famiglia Patrocinio, con la figura di Cristo Crocifisso, modello originale di ' una fusione in bronzo dell'Artista Augusto Magli (La Spezia 1890-1962).

C'è pure un blocco di roccia proveniente dal monte san Miche sul Carso e una targa con custodia contenente una manciata di terra del fiume Don, dono degli alpini Ivaldi e Benso.

Dopo la doverosa visione dell'insieme di questo piccolo gioiello di cappella, un ben lavorato inginocchiatoio in legno, dono dell'alpino Frontoni, resta un costante invito a non dimenticare la preghiera per "chi è andato avanti', maanche per tutti coloro che vogliono impegnarsi a divenire costruttori di pace.

Angelo Grossi

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