Quasi per vent'anni Zauli ha donato le sue molteplici energie all'Opera di Sampierdarena. Doveroso dunque ricordarlo anche dalle pagine dell'Eco di Don Bosco, la voce che tutti unisce.
In Zauli abbiamo visto all'opera la felice intuizione del nostro padre fondatore che ha voluto i suoi "consacrati sacerdoti" e "consacrati laici". Sono proprio questi nostri fratelli consacrati laici che "sentono" e vivono la cura delle casa e risolvono i mille problemi del quotidiano. Quando il confratello è Zauli tale operosità assume particolare spessore e originalità.
A diciotto anni arrivò a Strada Casentine, incontrò don Bosco nei suoi figli, scoprì la via della sua felicità e divenne Coadiutore Salesiano.
Don Antonio Miscio, suo compagno a Strada, lo ricorda come "un giovane serio, senza grilli per la testa, laborioso, attento, capace di compiere ogni faccenda gli si indicasse di fare. Più propenso alle cose pratiche che agli studi". Fu assecondato in questa sua propensione dai superiori... e si senti immediatamente a suo agio. Ed è rimasto con don Bosco fino a 90 anni, operando con passione e autorevolezza in molte case della Liguria e della Toscana.
Noi lo ricordiamo a Sampierdarena. Dal 1943 al 1954 fu il factotum per le necessità della grande famiglia del don Bosco: pensava a provvedere il necessario per la mensa a cui accedevano, oltre i 70 Salesiani, 400 giovani artigiani; solerte infermiere; sempre pronto a qualunque richiesta.
Carattere deciso, schietto da buon romagnolo, a volte un tantino duro nei modi, ma con un cuore generoso perseguiva con concretezza, buon senso ed economicità il bene della casa. Scherzando lo chiamavamo "il governo"... Zauli pensava a tutto davvero! Non tanto come potere quanto come servizio genuino.
Tornerà - dopo gli anni passati ad Alassio - a Sampierdarena. Dal 1957 al 1959 come infermiere e quattro anni dopo, nel 1964, di nuovo qui fino al 1969, anno in cui passò a fare parte della Comunità Ispettoriale, sempre a Sampierdarena... per un decennio.
Conobbi il signor Zauli quarant'anni fa quando arrivai al don Bosco... Lo ricordo come confratello osservante, operoso, nato per essere guida e obbedire lasciando la sua impronta in tutto. Siamo tanti a ricordarlo e a ringraziarlo. L'ho visto l'ultima volta a fine giugno... novantenne a Varazze. Sulla sua sedia al sole caldo nel giardino, insieme a don Giorgio Rebechini: il gigante abbattuto nel fisico dalla stanchezza degli anni e la giovialità ridotta al silenzio. Sembrava impossibile... ma Zauli ricordava ancora di Meldola (Media disse in dialetto), paese della sua infanzia. In settembre, al mio ritorno, la notizia: Zauli è andato in Paradiso... ma i parenti l'hanno riportato nella sua bella Romagna. Come allora veglia sulla "tua casa" di Sampierdarena, che plaude e ringrazia te, grande Salesiano coadiutore.
Alberto Rinaldini
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