E' Natale. Nasce la Vita perché l'uomo viva, ma spira un'aria di paura... più pesante del terrorismo internazionale dal quale possiamo, in qualche modo, difenderci. Ora, invece, incombe la minaccia della aviaria. Un virus che potrebbe "fare il salto di specie" attaccando anche l'uomo neutralizzando le difese escogitate dalla nostra intelligenza?
Davvero il primo lustro del 2000 potrebbe essere vittima di uno tsunami pandemico planetario? Ancora una volta l'uomo non sarebbe in grado di cavarsela da solo. Ma non perde la speranza e sale alle labbra la preghiera che viene da lontano: a peste, fame et bello libera nos Domine. Signore liberaci dalla fame, dall'epidemia e dalla guerra.
Entra nella nostra storia fatta di gioia e di paura. Ci appartiene. Siamo della sua razza. Non siamo soli con la nostra genialità da spendere al massimo. Da due mila anni è con noi, fa parte dell'umanità minacciata.
Un ringraziare per il dono della vita; un chiedere perdono per non aver rispettato quella di tanti fratelli, lasciandoli morire di fame, abbandonandoli agli odi tribali ed etnici, devastando la natura per interessi egoistici di singoli o di stati... le "vere canaglie" del mondo.
Densa l'oscurità che avvolge il nostro andare! A quella luce si riaccende la nostra fumigante candela.
Quale desolazione circonda il più alto focolare dell'amore, trasformare infrangendo il disegno di Dio.
Quanti chiedono aiuto per restare in vita e noi facciamo del consumismo il motore dell'andamento economico!
Il ben-essere è anche condivisione.
e il nostro cuore può ritornare a battere in sintonia con il cuore del mondo e il "cuore" di Dio. Nel cielo s'accenda la stella che porta a Betlem... ove il Mistero, Dio amore, si è rivelato velandosi nel volto di un Bambino.
| [Torna alla pagina precedente] | [home page] |