La fiaba dell'Orsa Maggiore

parabola della vita



Quando il Signore dell'Universo .comprese che i popoli della terra avevano dimenticato il prezioso alfabeto della lingua universale e non sapevano più comunicare tra loro, decise di inventare un linguaggio nuovo.

Desiderando che rimanesse per sempre scritto nel libro della Vita di di tutti i tempi, decise di scriverlo su nel Cielo, lontano, lontano, dove nessuno avrebbe mai potuto cancellarlo. Disegnò così tra le trame infinite delle costellazioni stellari uno strano disegno, mettendo insieme un pugno di stelline. Da sole erano belle e lucenti, ma insieme alle altre erano fulgide e sapevano rapire e incantare lo sguardo.

E proprio per attirare l'attenzione degli uomini il Signore dell'Universo ne mise una più lucente, orientata a nord, la direzione che indica la strada verso la Montagna, dove Lui ci aspetta da sempre... verso la quale i popoli, oggi, spesso inconsapevolmente, stanno camminando per sentieri diversi. All'inizio del tempo il Signore dell'Universo aveva tracciato un unico sentiero per tutti ma, perduto l'alfabeto, le genti si arano smarrite nella molteplicità della diversità e i popoli sembravano camminare per strade diverse, senza una meta precisa.
Ma nella notte in cui per la prima volta apparve nel cielo quello strano disegno di stelle, la moltitudine degli abitanti della terra cominciò a svolgere lo sguardo incuriosito verso quella misteriosa stella che brillava di più.
Non sapevano che così iniziavano a sintonizzarsi verso la stessa meta, pur mantenendo la propria originale diversità.
Anche le singole stelline del disegno erano uniche e irripetibili... ma nell'armonia dello schizzo celeste realizzavano pienamente lo splendore della loro bellezza.
II Signore dell'Universo sapeva sarebbe trascorso molto tempo prima che i popoli si accorgessero della trama che intreccia il loro destino.

Spesso la coscienza ha paura di perdersi nel contatto con la diversità e preferisce difendere la propria particolarità rinunciando alla pienezza dell'insieme.

Poi, un giorno gli uomini cominciarono a interpretare quello strano disegno luminoso: alcuni lo chiamavano "Orsa Maggiore", altri "Grande Carro" e chissa quanti altri nomi ancora... e igno vi leggeva un suo significato... ma importante era il gesto dello squardo che, rivolto alla stella polare dai confini più lontani della terra, avrebbe da solo modificato la coscienza. Il Signore dell'Universo conosceva bene il segretodi questo cambiamento".

Spesso sono i gesti dell'esperienza che cambiano i pensieri e non i pensieri che cambiano i gesti.

Allora può anche capitare che gli uomini non capiscano ma, compiendo lo stesso gesto creano senza saperlo un linguaggio comune e i popoli della Terra cominciarono, attraverso il gesto dello sguardo rivolto alla luce splendente della stella polare, cominciarono lentamente a ritrovare le parole per dirsi che stanno andando tutti verso la Casa del Signore Lell'Universo o, come dicono alcuni, verso la Pace universale. La Casa fatta per il cuore dell'uomo di tutti i tempi, là dove le parole sono stelle e le stelle sono parole...

Lucia Laura Corsiglia

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