E vero! Nella primavera del 2005, quel seme, ha cominciato a vivere nella preparazione del Forum dei Nuovi Europei di novembre 2005; si è dato un nome 1'8 dicembre; ora è un gruppo strutturato dell'Oratorio. Nato come Inmaculados ha ricevuto il solenne riconoscimento sabato 21 gennaio 2006.
Una serie di coincidenze sanno aria di casa: il gruppo viene accolto in modo ufficiale dieci giorni prima della Festa di Don Bosco, che, nel giorno dell'Immacolata del 1841, incontrò il primo dei suoi giovani... apripista di milioni di altri che avrebbero popolato le case salesiane sparse, oggi, in 130 stati.
Il gruppo non vuole essere chiuso, anzi, fin dall'inizio, ha fatto i primi passi nello spirito dell'integrazione, che si fa desiderio di incontrare, giocare, divertirsi con giovani che vivono a Genova, qualunque sia la loro provenienza. L'integrazione a partire dai giovani!
Una lezione simpatica per i grandi! Alla festa degli Inmacolados c'erano le loro famiglie e c'erano numerose famiglie della parrocchia. Erano presenti vari salesiani felici di assistere al "piccolo" miracolo; c'era anche don Nicolo che portava l'affetto e la simpatia della diocesi di Genova. C'era don Bruno, il cuore dell'Oratorio di don Bosco; c'erano Paola, Wilson, Marlon e Giuliano che hanno accompagnato il formarsi del gruppo.
Il console generale dell'Ecuador, presente con tutta la sua famiglia, ha regalato al gruppo e ai partecipanti alla festa un tocco alto di stima e simpatia per i giovani. Grazie, Signor Console. Lei ha ridestato il ricordo e l'amore per la patria ecuadoriana che qui ben rappresenta. La sua vicinanza è un invito a camminare spediti e fiduciosi, insieme, - nessuno escluso - lungo la strada dell'integrazione.
Eravamo quasi 200 persone: giovani, famiglie ecuadoriane e italiane, ma il centro erano loro, gli Inmacolados, indaffarati a preparare la festa e a servire a tavola.
Possiamo leggere in "quel sabato sera" un incoraggiante segno dell'integrazione tra le famiglie "nuove europee" e quelle genovesi? È ciò che traspariva nel volto di molti. Per gli Inmacolados e per tutti noi un sogno si è realizzato: è nata una pianticella che dovrà crescere ed i suoi rami ricopriranno tutto l'Oratorio, la casa che accoglie tutti i giovani. Don Bosco diceva: Basta che siate giovani e "padre e maestro" dei giovani del mondo l'abbiamo invocato in quei giorni di fine gennaio...
Una simpatica globalizzazione del "voler bene" che nessuno contesta.
I giovani del "nuovo gruppo" stanchi ma felici, rimettono tutto in buon ordine e, dopo mezzanotte, lasciano l'Oratorio, la "loro casa" che tornerà a sorridere al sorgere di ogni giorno.
Alberto Rinaldini
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