Sono note a tutti le molteplici trasformazioni che la famiglia ha subito nel secolo che si è concluso.
Sono documentate anche da fenomeni demografici: il calo e il ritardo nei matrimoni, l'incremento delle nascite fuori dal matrimonio, l'aumento delle convivenze, delle separazioni, dei divorzi, dei cosiddetti "nidi vuoti" (coppie senza figli) ecc. Oltre che della famiglia nucleare (solo genitori e figli), si parla oggi di "famiglia di fatto" (unione libera), di famiglia "monogenitoriale" (vedovi, separati, divorziati), di famiglie "ricostituite" dall'unione di divorziati... Quest'ultima forma familiare, con la presenza di figli provenienti da un precedente matrimonio e di ex partner vivi e vegeti, evidenzia una maggiore complessità relazionale.
È fuori di ogni dubbio che la famiglia sta attraversando un periodo di profonde crisi e contraddizioni. Prima di tutto la CRISI della VITA. Da una parte si ha paura di mettere al mondo un figlio, dall'altra lo si vuole a tutti i costi, anche ricorrendo alla procreazione medicalmente assistita. Allo stesso tempo crescono il rifiuto totale di una gravidanza ed il ricorso all'aborto. La vita che dovrebbe essere accolta e amata in quella "culla" che è la famiglia viene da questa, in un certo senso, rinnegata.
C'è poi la CRISI dell'AMORE, non più vissuto come sentimento, dono, rispetto, ne come fattore unitivo e oblativo, fondamentale per l'unione della coppia, ma come qualcosa di materiale, quasi come una semplice ricerca di piacere personale ed egoistico.
Che dire della CRISI della FEDE a cui viene riservato un posto marginale nella vita a due? Per una unione duratura e felice è fondamentale integrare l'amore umano con l'amore cristiano. Sappiamo che per Don Bosco il senso di Dio e la Religione costituiscono uno dei grandi pilastri del suo Metodo Educativo. Non esistono crisi senza SPERANZE. Spesso esse si intrecciano. Vogliamo riconoscere che ci sono tante situazioni familiari che danno modo di ben sperare. Vivono un rapporto di coppia migliore di quello del passato.
Continuano ad esserci giovani che scelgono di sposarsi e di celebrare il loro matrimonio in Chiesa. Ci sono coppie che hanno deciso di recuperare il valore del FIGLIO come DONO, atteso e desiderato, accolto e amato e di metterlo al centro della loro attenzione.
Conosciamo famiglie che adottano, affrontando sacrifici di ogni genere, bambini orfani o abbandonati soltanto per amore e coppie che scelgono di essere missionarie, per un tempo determinato, in Paesi molto poveri ed in particolari difficoltà.
Secondo il dato ISTAT sembra che la carenza comunicativa sia oggi uno degli aspetti problematici più rilevanti. Comunicare non significa solo trasmettere, ma creare quella comunità familiare capace di condividere gioie e dolori, significati e valori, oggetti e progetti. Comunicare è vivere e vivere è comunicare in una circolarità di amore, che richiede di uscire da se stessi per dare il meglio di sé agli altri. Il nostro Rettor Maggiore, in questo anno dedicato alla famiglia, afferma con forza che la "comunicazione è essenziale. Il dialogo è la linfa della vita familiare. È ponte tra realtà che altrimenti rischierebbero di sprofondare nella solitudine. Un dialogo franco, condito di sincerità, è lo strumento necessario per scoprire i bisogni e i desideri reciproci e concordare soluzioni soddisfacenti" È inoltre un impegno serio dei genitori educare il figlio, in sinergia con la scuola, al senso critico e responsabile dei mezzi di comunicazione, all'uso corretto di Internet, della TV, dei cellulari. Non si discute la loro utilità, ma preoccupa non poco la loro pericolosità. Karl R. Popper sostiene che la TV è "maestra',' ma troppo spesso una "cattiva maestra'.' Cominciamo a non affidarle i nostri bambini senza il filtro o la presenza di un adulto. Fare i genitori oggi è certamente molto difficile, ma le cose difficili servono da sprone e da sfida ad ogni famiglia, "intima comunità di vita e di amore", perché non rinunci mai al suo compito primario: la missione educativa.
don Sergio Nuccitelli direttore del Don Bosco
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