Ricordo di don Domingo Strizoli

Il Gigante

don Domingo Strizzoli

Alle 11,50 del 27 febbraio 2006 don Domingo Strizoli saliva dalla terra al cielo. "Un'anima bella" dalla scorza ruvida, ma era veramente buono, usando le sue parole, "un brav'uomo": uomo di preghiera, uomo generoso, uomo dal cuore di fanciullo.

Un Grande Salesiano ci lascia. Anche i cedri del Libano crollano? Sì, ma per incanto, attorno al vetusto tronco col nugolo di polvere, volano nel vento le tante foglie staccate a forza e appaiono freschi i molti fiori prima seminascosti.
Questa l'immagine che balza alla mente col passare delle ore dalla scomparsa del nostro caro don Domingo. Il nugolo di polvere insieme alle foglie è l'estrosità gioviale, l'acuta intelligenza, la battuta arguta, persino il burbero sorriso che ti conquista. Dei fiori ci si accorge quanto siano belli e profumati solo dopo il suo ritomo alla casa del Padre. Sono quelle virtù che vorresti avere... È quello che sa di eterno.

Il 10 ottobre del 1934 Domingo entra nel collegio di Sampierdarena. Frequenta le scuole ginnasiali, ottenendo buoni risultati scolastici ed evidenzia le sue belle doti di intelligenza.
A Sampierdarena ritornerà come insegnante dal 1971 al 1981 e, dopo tre anni, dal 1984 definitivamente fino alla fine dei suoi giorni.

Per 10 anni aiutante dell'economo, raccoglie le rette, pittura le ringhiere, da lezioni di latino e greco.
A qualsiasi ora si rende disponibile per le celebrazioni della Santa Messa nelle varie cappellanie delle Suore.

Un'esperienza straordinaria "interrotta" con suo grande dolore. Per anni, la domenica mattina, saliva al Santuario della Madonna della Guardia per donare la misericordia divina a tanti che lassù accorrono. Con quanto scrupolo e dedizione svolgeva questo suo compito. Era per don Domingo un dovere forte il ministero della confessione. L'esperienza della Guardia fu un apostolato intenso che apriva il cuore all'ottimismo, perché il Signore i miracoli li fa davvero. L'ha vissuta nel suo "naturale" registro, un tantino sopra le righe.

La morte riesce a mettere in luce la grandezza e i tesori dei confratelli? Pensiamo proprio di sì, nel caso di don Domingo almeno.
Nella vita l'ordinario è la nota dominante, dopo morte lo "straordinario" viene in piena luce fino ad abbagliare. E tutto si legge da una prospettiva diversa. Resta di don Domingo l'estrosità, ma ne scopriamo e ammiriamo la grandezza.

Riprendendo la parabola del cedro del Libano caduto, raccogliamo col cuore quei fiori apparsi d'incanto nel loro splendore. Sono i tuoi "Sì" Caro Domingo, dicevi sempre sì...

Un favore non l'hai negato a nessuno. Quanti sì a piccoli servizi... e andavi aiutato dal tuo bastone... fino all'ultimo, quando quella visita all'ospedale ti procurò il ricovero immediato e la degenza in : rianimazione...
E non sei più tornato.

A 82 anni è dura l'esperienza del ricoverato all'ospedale... specie se si ha avuto la tua robusta salute. Chi potrà contare i tanti tuoi sì? Sembravi tu stesso gioirne. A volte erano dei sì pesanti, ma non lo facevi vedere.
Ma chi pensa ai tanti no sul tuo andare? Li trasformavi ancora in sì guardando Lui in croce.
Ora il sì grande come il mondo tè lo ripete il Signore: "Vieni, Domingo, nella gioia del tuo Signore"
E ancora fiori accanto al cedro caduto... dicono l'attaccamento alla tua Comunità gioiosa, anche quando, senza volerlo, ti facevamo un po' soffrire.

A qualunque appuntamento comunitario tu c'eri. Quali elogi nei tuoi interventi, estrosi, ma sempre pertinenti, sulla bellezza e bontà della tua comunità!
Tu a Sampierdarena eri arrivato bambino di dieci anni... e qui hai concluso il tuo vivere nel tempo a 82 anni... Con fedeltà, con amore.

Altri fiori dicono la tenerezza e l'affetto per i tuoi parenti. Quante volte ci hai ricordato gli insegnamenti della mamma... quel vivere la fede così eloquente!
Eri da anni il centro, il patriarca, della "grande famiglia" Ne tessevi l'elogio con un sorriso, felice dei tanti fratelli e sorelle, dei numerosi nipoti...
E tanti, insieme,: rallegravano i tuoi anniversari più cari di Ordinazione sacerdotale come i momenti di festa o di dolore dei tuoi. Pagine stupende di vita di una famiglia grande che rinverdisce le robuste e sane radici... anche nei momenti di lutto.
Percepiamo presenti anche le viole dell'umiltà. Uomo di grande intelligenza e di vasta cultura, di fine sensibilità sui problemi del nostro tempo... ma non disdegnavi, per tua scelta, di rattoppare le reti dei campi verdi, verniciare le inferriate della "tua cara casa di Sampierdarena, sempre più grande e complessa"...

Sembravi aver anche tutta la carica del coadiutore salesiano, l'angelo custode della casa. Guardandoti attorno ti definivi parte di quel drappello... e numerosi erano presenti al tuo funerale. Qualche volta, anche la domenica pomeriggio, ti vedevamo appollaiato su quella scala a rattoppare gli strappi... causati dai giovani che il don Bosco continua ad accogliere come accolse tè bambino.

E ora quei fiori compongono la ghirlanda di "opere di bene" che ti presentano al tuo Signore. La tua vita, serena, allegra, scherzosa e insieme piena di curiosità che attirava la simpatia di chi ti incontrava. Una vita radicata nella fede che manifestavi con la spontaneità di un bambino che erompeva potente nelle tue indimenticabili intenzioni di preghiera. Caro Domingo, lasci in mezzo a noi un grande vuoto. Continueremo a ricordarti, a sentirti vicino, a rivivere con gioia e simpatia le tante tue battute.

Salutaci tutti i confratelli di questa casa che hai ritrovato e insieme siate scudo per questa Comunità.

Dalla culla del tempo, ove crescendo hai conservato l'anima di fanciullo, al Paradiso, ove troverai ancora qualcosa che non quadra... Domingo, ti vogliamo bene.

La tua Comunità Salesiana

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