Una lezione di vita

La comunità del Cenacolo all'assemblea d'istituto

Eccoci qua, l'assemblea d'istituto è appena finita o almeno la nostra parte. Finalmente si tira un sospiro di sollievo, perché l'attesa era tanta e grande la paura di non "raggiungere d'obiettivo" ossia di far vedere ai ragazzi quello che avevamo "visto" noi nel primo incontro con la comunità.
Come sarebbe stata la loro reazione, avremmo avuto difficoltà a mantenere il silenzio, insomma la proposta sarebbe caduta nel vuoto?
Tutto invece è andato per il meglio; la testimonianza portata da Stefano, Andrea e Martino ha stupito ed emozionato tutti o quasi. Il vero riscontro è avvenuto dopo, quando qualche ragazzo si è alzato per far loro i complimenti per il coraggio e la disarmante sincerità con cui si sono raccontati.

L'impressione di noi ex-allievi è questa, ora vi lasciamo a quella degli allievi.

Emanuela e Elisabetta

In data 26 Ottobre la nostra scuola ha ospitato tre ragazzi: Andrea, Martino e Stefano ex tossicodipendenti della comunità di Giustenice. Hanno raccontato la loro esperienza di vita, il primo approccio con la droga e il decorso della dipendenza fino alla decisione di andare a disintossicarsi in una "casa" un po' diversa dalle altre.
Si sono esposti senza timore davanti a tutti noi coinvolgendoci sensibilmente nelle loro storie ricche di disavventure e solitudine, poiché la droga ha il potere di privare di tutte le facoltà intenzionali dì cui ognuno è dotato.
È come un uragano che distrugge ciò che trova lungo la sua strada seminando morte.
Esiste però qualcuno, come hanno testimoniato i giovani, che, con la forza della volontà, riesce ad uscire dal tunnel. La loro comunità, ci hanno detto, fu fondata 25 anni fa da Suor Elvira, una donna coraggiosa che ha deciso di dedicare la sua vita al recupero di ragazzi dipendenti da alcool e droghe.
Oggi sono 55 le case presenti in tutto il mondo in cui i drogati si adattano alle regole severissime, astenendosi dal bere, dalle sigarette e dalla televisione, vivendo una vita frugale basata sulla Provvidenza divina. Lavorano la terra, allevano le bestie e pregano Dio che li sostenga nel loro operato.

Personalmente credo ci abbiano fatto un grande dono condividendo emozioni e trascorsi di vita dolorosi con noi, giovani come loro, che hanno una gran voglia di vivere. Accogliere l'invito di andare a visitare la loro casa è il minimo per ringraziarli della disponibilità e un motivo in più per crescere a pieno come persone.

Valerla

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