Lo specifico che qualifica la vita è dato dalla sua origine. La domanda fondamentale è dunque: da dove veniamo? Chi siamo?
E questo non è tanto un problema di conoscenza, quanto oggetto di fede. A queste domande fornisce la risposta la nostra fede nell'esistenza di un Dio che crea l'uomo e la donna a sua immagine e somiglianzà. E tale verità riguarda tutte le persone, tutti i tempi, tutte le razze. Non esistono altre persone al mondo se non quelle create da Dio, persone che rimangono sempre in una particolare relazione con il loro Creatore.
In quanto creati ad immagine di Dio noi siamo destinati all'immortalità, a partecipare eternamente alla vita divina. Alla vita siamo stati chiamati e dalla vita non usciremo mai più. Tuttavia, dobbiamo anche dire che non passeremo automaticamente nella dimensione della felicità eterna solo in virtù della nostra provenienza divina, ma vi accediamo mettendo bene a frutto i doni che abbiamo ricevuto.
Vita e libertà non sono due realtà separabili. Sono beni indivisibili. Dove è violato l'uno, è violato anche l'altro. Non c'è libertà vera dove la vita non è accolta e amata. Questa è la verità che noi dobbiamo proclamare, proporre all'attenzione di tutti ed affidare in particolare ai nostri giovani, che sono i futuri costruttori della nuova società. Non solo l'aborto e l'eutanasia, ma anche altre forme di violenza contro la vita, come il suicidio e la droga, sono spesso, purtroppo, invocate e giustificate come affermazione di libertà. L'esperienza quotidiana, invece, attesta che il rifiuto di vivere e far vivere va di pari passo con la fine della libertà e riducono la vita umana ad un oggetto di consumo, ricercato o rifiutato dalla violenza de singolo o della società. I gravi problemi della violenza diffusa (vedi Napoli in questi giorni), i maltrattamenti dei minori, la criminalità organizzata dicono con estrema chiarezza che solo il recupero del valore di ogni vita può offrire una risposta radicale ed efficace. A partire dalla famiglia, primo nucleo fondamentale di educazione alla coscienza dei valori; dalla scuola, luogo privilegiato per dare ragioni serie di vita; dalla Parrocchia, capace di svegliare e far crescere il senso religioso; dalle associazioni e movimenti di promozione umana. Tutti hanno il compito di sviluppare una mentalità di accoglienza della vita nascente, una concreta attenzione ai diritti dei minori e degli anziani e ad offrire ideali ed impegni forti di vita ai giovani.
Ce lo consegna il Rettor Maggiore a conclusione della sua strenna. Per creare una cultura della vita - egli afferma - c'è bisogno di far risplendere l'originale novità del Vangelo della vita.
Carissimi exallievi, genitori ed amici,
vi esprimo gli auguri più belli di un Santo e felice Natale
con le parole della Beata Teresa di Calcutta:
Buon Natale a tutti
don Sergio Nuccitelli direttore del Don Bosco
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