Carissimi ex-allievi, genitori ed amici è facile scrivere quello che gli altri devono fare. Ma vi posso assicurare che qui al Don Bosco (Scuola, Oratorio, Parrocchia, Centro Sportivo) ogni giorno lottiamo con voi, vi siamo vicini, facciamo nostre le vostre ansie educative, convinti della forza dell'unione.
Uniti siamo una risorsa ed una speranza, con l'aiuto di Don Bosco.
"Don Bosco, oggi, se dovesse iniziare la pratica del Sistema Preventivo, non la inizierebbe con i ragazzi, ma con la FAMIGLIA" Rettor Maggiore agli Exallievi
Parole forti, parole vere, che denotano la profonda crisi che attraversa la famiglia di oggi, la prima e più bisognosa destinataria di una ri-educazione in radice.
"La famiglia merita la nostra attenzione prioritaria" Benedetto XVI
Un dato sconcertante riferisce che avvengono più omicidi in famiglia che per la criminalità organizzata. In altre parole, qui in Italia, uccide più la famiglia che la mafia. Gli omicidi riconducibili ad un ambito familiare, nel 2005, hanno rappresentato il 29% del totale (Amisnet 2007). Se da una parte la casa non sembra più un luogo tanto sicuro, dall'altra risulta da più sondaggi che è la famiglia la cosa più importante per i giovani (87%) subito dopo la propria salute (92%) (Inchiesta IARD 2006). Si evince da questi dati che è urgente ripartire da una seria educazione all'interno della famiglia. La famiglia "sana" aiuta i figli a crescere "sani" ed insieme formano una società "sana". Credo possa essere questa la prima risposta alle tragedie omicide dentro casa, alle violenze degli Ultra, al dilagare della droga, al vuoto esistenziale sempre più diffuso, alla crescente cultura della morte, al bullismo nelle scuole, all'odio razziale... Sono consapevole della complessità di questo compito educativo, data anche la pluralità delle tipologie di famiglia oggi. Ma questo non deve impedirci di giocare tutte le carte sul tavolo educativo delle mura domestiche. Ne va del futuro della società.
Una carta vincente potrebbe essere quella dell'autorevolezza dei genitori in particolare e degli adulti in generale: insegnanti, educatori, catechisti, allenatori...
Per Don Bosco, padre maestro ed amico dei giovani, lo stile educativo più efficace si esprime nel metodo preventivo. Nella fattispecie è quello del genitore dolce e forte, comprensivo ed esigente, autorevole. Egli sa dare ai figli 'amore- tenerezza di cui essi hanno tanto bisogno e allo stesso tempo li aiuta a crescere con l'amore-fermezza: una serie di regole, coerenti, adeguate all'età e una guida. Le regole fanno sentire bene i bambini, danno sicurezza e consentono loro di fare delle previsioni. Indicano che i genitori hanno il controllo della situazione, che sanno "cosa è bene per loro" e che cosa si aspettano da loro. L'amore-fermezza (che è l'opposto della durezza, della freddezza e dell'indifferenza) ha come obiettivo l'apprendimento graduale dell'arte di vivere, l'acquisizione di una progressiva autonomia e fiducia in se stessi (D. Ricca al convegno su "Bullismo e scuola" gennaio 2007 al Tempietto).
Il genitore autorevole esige rispetto e fornisce regole di comportamento. Riconosce i desideri e i bisogni dei figli, tiene conto dei mutamenti sociali in essere, sollecita nel dialogo la loro opinione. Ama stare con i figli, ma non è invadente. Non si sostituisce in quelle attività che essi possono svolgere da soli. A differenza del genitore permissivo, sa dire "no" in accordo con i valori che cerca di trasmettere.
Sa tenere a freno le proprie ansie ed è consapevole che certi errori e dolori aiutano a crescere. I figli dei genitori autorevoli risultano, in media, i più capaci: sono più fiduciosi nelle proprie possibilità, socialmente più responsabili e maturi. Sono anche "meno inclini, da adolescenti, ad assumere sostanze stupefacenti e a far ricorso alla violenza per ottenere ciò che desiderano o per sentirsi superiori" (D. Ricca). Lo stile educativo del genitore autorevole si oppone a quello autoritario (obbedienza senza repliche, punizioni di vario genere), a quello permissivo (cedere a qualsiasi capriccio del figlio, lasciargli fare quello che vuole) e a quello iperprotettivo o possessivo (genitore troppo invadente e preoccupato, pauroso che il figlio possa sbagliare, sempre pronto a difenderlo, a servirlo e riverirlo).
Un saluto fraterno a tutti con l'augurio di un proficuo lavoro educativo.
don Sergio Nuccitelli direttore del Don Bosco
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