NELLA CATTEDRALE DI SAN SIRO

II 25 aprile 2007 Don Pascual Chavez presiede la solenne concelebrazione nella cattedrale di San Siro quasi a riprendere la tradizione di don Bosco: qui il Santo incontrava i suoi numerosi benefattori... contagiava e convinceva alla generosità per i suoi ragazzi. E Genova per ascoltare "il prete dei ragazzi" metteva a disposizione la sua Cattedrale.

OMELIA IN SAN SIRO

Il Rettor Maggiore affida alla Famiglia Salesiana e al Movimento Giovanile Salesiano un triplice compito.

Primo compito

desunto dalla figura dell'evangelista Marco. L'evangelista ci invita a fare del Vangelo la bella notizia, a vivere per far conoscere, amare, seguire ed Imitare Gesù.

"Questo è il primo compito della famiglia salesiana oggi particolarmente quando vediamo dilagarsi una cultura tratteggiata dal secolarismo, dal laicismo, dalla indifferenza religiosa, da una sorta di ateismo pratico.
E senza (Dio l'uomo non ha più punti assoluti di riferimento, tutto diventa, relativo, non c'è più la differenza tra luce e tenebre, tra bene e male, tutto diventa espressione culturale a misura dei propri desideri. Oggi più che mai i Cristiani devono avere il coraggio di presentarsi come tali in società ed essere disposti a pagarne il prezzo. Non è questione di fondamentalismo bensì di identità e vocazione".

Secondo compito

lo ricava dal brano della seconda lettura. In questa pagina Pietro chiama Marco "Figlio mio". A partire da questa notizia la tradizione considera il suo Vangelo eco della predicazione del primo degli apostoli, le cui esortazioni sono rivolte a quanti nella Chiesa hanno responsabilità di guide e di maestri.

"Questo è il secondo compito della Famiglia Salesiana, prendere sul serio la missione di educatori della fede dei giovani, ad incominciare dai propri figli ed allargando il raggio della nostra azione al nostro cerchio famigliare e persino a tutta la società. In un momento in cui i giovani galleggiano senza bussola, genitori, educatori, religiosi, preti, politici devono curare responsabilmente la porzione più delicata della società. I giovani hanno bisogno di adulti che vogliano camminare assieme a loro la strada della vita, hanno bisogno di guide competenti, e tutto ciò richiede umiltà, verità, temperanza e vigilanza".

Don Pascual Chavez ed i concelbranti in San Siro

Terzo compito

è suggerito dalla conclusione del Vangelo di Marco: Gesù invia i suoi discepoli a portare il Vangelo a tutte le creature. "il terzo compito della Famiglia Salesiana, diventare missionari del Vangelo. Non c'è bisogno di andare fuori Italia. Oggi l'Europa è diventata ormai terra di missione. La presenza di Gesù in Europa non dipenderà tanto dai riconoscimento delle radici cristiane del continente, ma dallo zelo apostolico dei credenti. Oggi come ieri, Gesù necessita di collaboratori. E l'Europa più che nel passato ha bisogno di Gesù, del Vangelo, del Cristianesimo, della Chiesa. E' un comando del Signore Gesù, prima della sua Ascensione, ma è anche un grandissimo contributo che possiamo dare alla cultura odierna, che senza Dio non ha speranza e non ha futuro..

Conclude con parole di Benedetto XVI:

"Il Vangelo è di Gesù Cristo, notando che questo genitivo può e deve essere risolto cosi; il Vangeio che è Gesù il Cristo, Figlio di Dio. E' come dire che la 'bella notizia' ha per oggetto unico ed esclusivo ia persona, l'insegnamento e il ministero di Gesù, unico Messia e vero Figlio di Dio. Ma, secondo Marco, il Vangelo è anche memoriale di tutto ciò che ha accompagnato la vicenda terrena di Gesù. Non sono soltanto le parole di Gesù, ma Gesù parola. Insomma, se ne evince che per Marco ii Vangelo è tutto, tutto è Vangelo". (da Gesù di Nazaret).

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