Incontro con i latino americani

sul palco dell incontro dei latino americani con Chavez

II pomeriggio del 25 don Chavez saluta i latino-americani che, dalle 15:30, nel Tempietto, vivono la Festa dell'Amicizia organizzata dall'Associazione Italo-Latino- americana "Fratelli nel mondo". Si ritrovano gli emigrati latino-americani milanesi, torinesi e genovesi.

Una giovane dell'Universitè della Loja legge un breve indirizzo di saluto al Successore di don Bosco. Col grazie per quello che i Salesiani già franno, chiede il dono di un salesiano ecuadoriano. Sarebbe un aiuto prezioso per il processo di integrazione in corso.

II successore di don Bosco li incoraggia a mantenere la propria identità culturale e ad aprirsi alla cultura del paese che li accoglie. In Ecuador, aggiunge, i Salesiani sono pochi e anziani. Si impegna però a parlare alla prossima conferenza dei vescovi latino americani del problema degli emigrati. "La chiesa locale non può abbandonare gli emigrati...". Come don Bosco è suo dovere accompagnare le grosse Comunità di emigrati. Invita gli emigrati a restare legati al don Bosco di Sampierdarena, vero e proprio laboratorio di esperienze vive e interessanti.

Caro Padre,

Siamo onorati dì incontrare in Lei il Successore di don Bosco... Felici che il "Don Bosco di oggi" venga dal Messico. Ci ricorda i tanti paesi dell'America Latina punteggiati dalla presenza salesiana... Ma ora molti latino americani sono qui...

Le porgo l'affettuoso saluto dei 50.000 latino - americani che vivono a Genova.

Come don Bosco inviò i suoi Salesiani nel 1875 in America Latina affidando loro l'assistenza spirituale degli emigrati italiani, così oggi, leggiamo nel suo cuore il sogno di inviare un salesiano del Sud America, ad occuparsi di noi emigrati latino americani.

I Salesiani di Samplerdarena, "angeli dell'accoglienza", sarebbero felici -lo sappiamo- di avere un confratello sud-americano che, essendo uno di noi, li aiuterebbe a capire meglio la nostra cultura, la nostra mentalità. Con un salesiano latino americano, anche noi potremmo capire meglio la cultura e la mentalità della gente di Genova.

Facciamo questa richiesta ufficiale per i giovani "moreni" che bussano al cuore di don Bosco: vivono e soffrono i problemi del giovani di oggi con in più il peso di trovarsi senza radici, lontani dal paese che 11 ha visti nascere e crescere e portati, spesso senza averlo voluto, in un mondo "altro" di cui non conoscono ne lingua, ne costumi. E all'orizzonte la spinta a trovare un'identità nella forza del gruppo... "estraneo che estranea" e rende l'integrazione più problematica.

Ci siamo permessi di farle questa richiesta impegnandoci a migliorare la convivenza con le persone di questa città che il mare collega all'America Latina e al mondo.

Su questa "autostrada del mare" arrivarono i padri dei 4 mila genovesi che vivono e lavorano in Guayaquil in Ecuador... e sono i nuovi ecuadoriani.

Permetta, Padre, di ricordarle che a Sampierdarena e zone limitrofe vivono attualmente dal 15 ai 20 mila ecuadoriani. Per loro in particolare le chiediamo il dono di un salesiano ecuadoriano.

Con amarezza le ricordiamo che anche la nostra fede cristiana è in pericolo. Ci perdiamo nel problema del lavoro... e impariamo subito le vie del consumismo in cui annegano i nostri valori religiosi.

Caro Padre, mettiamo la nostra richiesta nelle mani della Vergine di Guadalupe, "la morenita" patrona del Messico e Imperatrice delle Americhe... la Madonna manderà don Bosco anche a noi, ora " giovani genovesi".

Grazie, Padre, per quello che farà per noi.

l uditorio dell incontro degli immigrati con Chavez

[Torna alla pagina precedente] [commenta] [home page]