All'inizio di un nuovo anno scolastico, piuttosto che crogiolarsi sulle "solite lamentele',' oltre al "programmare" genitori e docenti dovrebbero tentare di capire le ansie dei giovani che si esprimono attraverso valori che oggi si affermano con energia. Trovare la risposta rende anche più efficace il "programmare" È un modo per operare nel cuore di una società in cui sono entrate in crisi tutte le ideologie e il pragmatismo puro rivela la sua drammatica insufficienza e i suoi effetti destabilizzatori. In tale disorientamento alla scuola si chiede di affermarsi come "riserva di valori etici"
È il successore di don Bosco che addita questa meta e traccia la mappa di questi valori. Ma l'ascesa di tali valori propone pure nuovi compiti all'educatore.
Una visione della cultura che va al di là di un semplice accomodamento ai valori dominanti di una società diretta soprattutto dall'economicismo. La cultura del futuro appare quella per cui l'uomo costituirà se stesso a partire dalle proprie convinzioni e dalle proprie rappresentazioni più nobili. La cultura appare essenzialmente come creazione e libertà, è opera morale.
Gli educatori soprattutto hanno una propria responsabilità nella comprensione, nel discernimento e trasmissione di questi nuovi valori" Ma - ricorda ancora il successore di don Bosco - siamo chiamati ad Educare in una società scossa da costumi e idee differenti da quelle che avevano finora configurato la morale in Europa, determinata oggi da un individualismo radicale, dove il principio della seduzione sostituisce quello della convinzione; dove ogni soggetto è elevato ad assoluto con distanza o indifferenza nei confronti del suo prossimo, con la massificazione e spersonalizzazzione di mezzi e messaggi; dove il narcisismo e il cinismo mercantili, da una parte, la violenza e la mancanza di solidarietà, dall'altra, configurano in larga misura la vita pubblica".
Siamo chiamati ad "educare in una società sempre più determinata dal pluralismo ideologico, religioso e culturale, frutto del processo inarrestabile do globalizzazione" "Al fine di raggiungere lo scopo di una formazione integrale della persona nel rispetto dei principi democratici di convivenza e dei diritti e libertà fondamentali, l'educazione abbraccerà formazione e informazione, tecnica e valori, di modo che forgi prima uomini, dopo cittadini e quindi professionisti.
Questi tre sostativi sono sacri per tutte le scuole, sia quelle che appartengono;allo Stato sia quelle pubbliche non statali: umanità, cittadinanza, professione
La nostra scuola è avviata per questa strada: fa tesoro della pedagogia salesiana che si esplica attraverso il progetto educativo, "onesto cittadino e buon cristiano" del terzo millennio, da attuare nello spirito di famiglia... una specie di ecologia formativa. Per don Bosco l'educazione - sottolinea il suo successore - era una "questione del cuore" una trasmissione vitale di valori, la creazione di un ecosistema dove si respira ottimismo e bene, dove circolava una serie di valori che andavano configurando la personalità del giovane".
Concretizzare la propria "vocazione educativa" è bello e arduo insieme. È un accompagnare maieuticamente i giovani ali' auto - educazione ed è insieme personale realizzazione.
don Remo Ricci direttore del Don Bosco
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