Carissimi, il discorso sulla Chiesa è appassionante perché, se da una parte siamo testimoni della sua sicurezza fondata sulla promessa di Cristo che "nulla prevarrà contro di essa", dall'altra assistiamo a un attacco sferratele con una determinazione che oserei dire diabolica. Il tutto non è una novità, assolutamente, ma rispecchia i 2.000 anni di storia segnati da una lotta che nel tempo ha assunto le forme più svariate e fantastiche, però è interessante notare che mentre sono caduti imperi e regimi creduti incrollabili, la Chiesa è viva e vegeta, nonostante i suoi anni, le sue rughe e i suoi peccati.
La lettura che in parrocchia si va facendo,
sotto la guida di don Giulio, degli Atti degli Apostoli mostra
la fatica e la grazia, lo slancio, la generosità,
ma anche le meschinità e le rivalità, mostra una Chiesa
degli inizi del cristianesimo fatta da uomini,
ma assistita dallo Spirito Santo:
qui sta la differenza tra un progetto umano e un progetto che ha in Dio
la sua garanzia.
Tento di offrire alcuni spunti pratici per i tempi della fede in disagio.
sempre, al di là delle chiacchiere e degli eventi, vagliare, non fidarsi delle dicerie, non farsi dei falsi alibi di comodo, perché non si possono misurare i progetti di Dio con gli strumenti applicati ai progetti umani.
L'errore che possiamo riscontrare nella Chiesa è un errore umano, e non del Cristo che l'ha messa in atto. Il riferimento è sempre Gesù Cristo, perché è da lui che ci sono date la salvezza e la Chiesa come strumento privilegiato per raggiungerla.è aiutare la Chiesa. Il credente non ha paura di essere martire, cioè testimone, per una verità superiore: la fede in Gesù Cristo è adesione a un senso della vita che lui ha portato nel mondo offrendola. La verità globale c'è, è saldata sulla croce e sulla resurrezione, ma sappiamo che convive con le inadempienze umane, di ciascuno.
Noi siamo chiesa e testimoniamo nella diversità di posizioni e di scelte il nostro esserlo. Di qui diventa essenziale il dialogo che muove, al confronto, alla comprensione, al ritocco delle nostre piccole verità per camminare verso il Regno (questa è la meta).perché la chiesa degli uomini e delle donne che aderiscono alla grande speranza, che il Cristo le ha dato, necessita di questo spirito.
L'amore è la vera rivoluzione cristiana e perciò tentiamo, a partire da noi che cerchiamo il perdono non solo umano, ma sacramentale, di vivere in essa da riconciliati, anche nelle incertezze nei dubbi. Non chiederò alla chiesa degli uomini e delle donne ciò che io non sono in grado di dare, terrò presente che tutti viviamo il 'cammino' della fede nella debolezza e fragilità. Il pregare abbatte l'orgoglio e crea equilibrio.di te, di me, di noi...
Essa non si identifica con il prete, anche se il prete la rappresenta, ne è il vertice all'interno di una piccola realtà come la parrocchia, ma chiede di partecipare alla costruzione della comunità, e vorrebbe che i fedeli fossero non degli utenti che usufruiscono di un servizio, ma persone convinte che il Regno di giustizia amore e pace va realizzato qui, ora, perché il mondo è l'anticamera del cielo. Ha bisogno di credenti attivi, cioè che non si fanno rimorchiare ma nel loro piccolo sono protagonisti di un servizio per il bene di tutti.sei chiamato da Cristo alla fede, sei battezzato per vivere con la ricchezza di una grazia ricevuta non per tenerla riposta in un angolo ma per essere dono per gli altri, per tutti.
Crederci fa di tè una persona non paurosa, ma una persona che Dio ama perché rendi ragione dei doni di cui il Signore ti ha provvisto.La parrocchia Don Bosco vuole ricercare e testimoniare questo spirito, vuole guardare in faccia la vita per amarla e farla amare, vuole dire a tutti che è casa che accoglie per offrire Gesù Cristo, la speranza della vita eterna, la gioia del condividere la ricerca, la solidarietà nella difficoltà, il far festa con chi fa festa e il piangere con chi piange. Al di là degli errori che, finché siamo di terra e nel mondo, non mancheranno mai.
don Piero
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