Gesù, uno che vuole esserci

Avrebbe potuto starsene tranquillo per i fatti suoi, in Paradiso, insieme al Padre e allo Spirito Santo, dando un'occhiata ogni tanto per vedere cosa capitava sulla Terra e limitandosi a scuotere la testa guardando allo sfacelo di quell'opera così bella e soprattutto di quella creatura così "tanto bella" (lo dice anche la Genesi) che è l'uomo. E invece l'infinito Amore che vive nella Trinità ha scelto di mettersi in gioco con Gesù, la seconda Persona, che circa duemila anni fa è entrato nel tempo, è divenuto solidale dell'uomo, ha voluto "esserci" in carne ed ossa.

L'inizio della sua avventura umana non è stato dei più entusiasmanti: nessuno vuoi offrirgli un ambiente dove nascere in maniera confortevole ed umana. Nasce in una grotta, con un freddo pungente; non c'è un comodo letto di ospedale, non l'assistenza di medici ed infermiere, non fotoreporter pronti ad immortale l'evento. C'erano Maria e Giuseppe (che comunque non è poco), un bue ed un asino, bontà loro.

Ma è stato l'Evento che ha sconvolto il mondo. Nulla è rimasto come prima. Dio da quel momento non è solo "l'Essere perfettissimo" presentato dal catechismo di quando ero bambino io, ma è anche "l'Emmanuele", cioè Dio in mezzo a noi. La qual cosa, se permettete, mi da una grande sicurezza e una forza non ancora sperimentata; ogni cosa assume un significato ed un valore diverso.

È certo che, da quando, verso i trent'anni, ha cominciato ad esporsi, umanamente parlando non sono state sempre rose e fiori. C'era chi lo seguiva, ma c'era anche chi lo abbandonava. C'è stato chi ha lasciato tutto per seguirlo, ma anche chi non ha avuto il coraggio di farlo. Aveva molte amicizie, ma c'era anche chi pensava al modo migliore di "farlo fuori". C'è stato chi lo ha seguito fin sotto la croce, ma anche chi lo ha tradito.

Ma alla fine ha avuto ragione Lui. La sua Risurrezione ha rimesso i valori al posto giusto; ha dato risalto eterno al sacrificio, alla fatica. Ha vinto il male una volta per tutte. Anche se questa vittoria si realizza nel tempo, attraverso i secoli. Perché Gesù ha dato il "la" alla grande sinfonia che ci porterà ad una vita dove "scorrerà latte e miele" e dove "il bambino giocherà con il leone", ma il resto del concerto sta a noi eseguirlo. Perciò adesso tocca a noi: Dio ha per tutti noi un progetto, una partitura da suonare perché la sinfonia risulti bella ed avvincente. Se nell'orchestra manca un violino, forse non si noterà molto, ma già la perfezione va a farsi benedire. Se poi ne mancano due o tre, dieci, venti allora la faccenda si complica: gli accordi non saranno più piacevoli, ma vuoti o addirittura fastidiosi.

Ciò significa che io non posso esimermi dal suonare il mio strumento o di farlo in casa mia, difeso dalle mura domestiche.
Invece DEVO ESSERCI, nel posto che il Direttore d'orchestra mi ha affidato per dare anch'io il mio contribuito.

Perciò il cristiano, il salesiano, tutti coloro che in qualche modo sono stati educati con la spiritualità di san Francesco, di don Bosco, di Maria Mazzarello devono "sporcarsi" le mani stando dentro al mondo di oggi, che ovviamente non vuoi dire lasciarsi schiacciare, annullare, appiattire dal mondo stesso. Dobbiamo essere presenti con la nostra identità là dove si decidono le politiche giovanili; là dove sono in gioco i valori cristiani, umani; negli strumenti che oggi di più vogliono delegittimare la Chiesa, in particolare nella stampa, nelle Radio, nelle TV; nella Scuola, nella cultura, nel tempo libero, nello sport, nell'arte, nella musica. Tutti terreni che da sempre ci sono appartenuti e che ora rischiano di sfuggirci di mano.

I primi cristiani si distinguevano per la "parresia", cioè per il coraggio di testimoniare con la vita le loro convinzioni, anche a rischio di percosse, prigione e martirio. Oggi la situazione è molto simile: la Chiesa ultimamente è sottoposta ad attacchi impensabili solo qualche anno fa.

Io sono convinto che ciò sia dovuto al fatto che i cristiani stanno rialzando la testa, vogliono esserci e perciò danno fastidio.
Danno fastidio quando esprimono la loro opinione sull'aborto, sulla fecondazione artificiale, sull'eutanasia; quando denunciano ingiustizie, quando difendono i poveri, gli sfruttati ecc.

Un giornalista, che non nomino per non fagli pubblicità, su un giornale, che nomino ancor di meno, ha sostenuto che sta crescendo sensibilmente, soprattutto fra i giovani, il consenso a Benedetto XVI e suggerisce ai laicisti di stare in guardia e di correre ai ripari. Vuol dire che lo temono.

bambin Gesù

Allora accogliamo l'invito accorato che il Papa Benedetto ha fatto più e più volte:cristiani,
non restiamo muti,
ma facciamo sentire la nostra fede
non andiamo secondo la corrente,
ma controcorrente;
non siamo paurosi,
ma coraggiosi annunciatori;
non isoliamoci nei nostri santuari,
ma buttiamoci nella mischia.
Oggi Gesù si incarna nuovamente nel mondo attraverso ognuno di noi.

Auguri a TUTTI!

don Remo Ricci
direttore del Don Bosco

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