La Pasqua è nuova vita

Vorrei iniziare la mia riflessione roponendovi due brani di San Paolo.
Se Cristo non è risuscitato... la nostra fede è senza valore... Se Cristo non è risuscitato la vostra fede è un'illusione...
Ma Cristo è veramente risuscitato dai morti, primizia di risurrezione per quelli che non sono morti. Come tutti gli uomini muoiono per la loro unione con Adamo, così tutti risusciteranno per la loro unione a Cristo.
(1 Cor.15, 14.17.22)
Per mezzo del battesimo che ci ha uniti alla sua morte, siamo dunque stati sepolti con lui, affinchè, come Cristo è risuscitato dai morti mediante la potenza gloriosa del Padre, così anche noi vivessimo una nuova vita.(Rom 6,4)

offertorio

È proprio vero: tutto ruota attorno alla Risurrezione di Gesù. La storia di tutti i tempi, la storia di oggi, la storia di ognuno di noi acquista significato solo nella Risurrezione di Cristo, un dono immenso di Dio.
Ed è un dono per tutti, per chi ci crede e per chi non ci crede, perché Dio non può amare solo qualcuno e altri no.
Ed è un dono che impegna! "Affinchè anche noi vivessimo una nuova vita" Impegna anzitutto a "vivere" e non a "sopravvivere" a puntare in alto e non a tirare avanti con rassegnazione, trascinati dagli eventi e accontentandosi della mediocrità.

Il Vivente dell´Apocalisse, rivolgendosi a chi non è "ne caldo ne freddo" è stato duro: "Mi disgustate sino alla nausea". E Giovanni Paolo II rivolgendosi ai giovani ebbe a dire: "Non lasciatevi vivere, ma fate della vostra vita un capolavoro per Dio".
La Risurrezione di Gesù ci invita perciò a prendere in mano la nostra vita, accogliendola come dono di Dio per la Comunità.
Ogni anno siamo invitati ad una verifica che parta dalla Pasqua precedente per abbandonare ogni forma di peccato per "vivere una nuova vita" Ma non una vita qualsiasi, ma un capolavoro.

Allora è necessario riqualificarci spiritualmente, dando il primato assoluto a Dio, facendo diventare la Parola del Signore la nostra "acqua viva" (Gv 3,10) e cibandosi del Corpo di Cristo, pane che da la vita. (Gv 6,47).

La nostra vita sarà un capolavoro se ci vedrà in prima linea per vivere e testimoniare ciò che Cristo ci ha insegnato e che ha vissuto per primo. Perché siamo certi che ciò che Gesù ci chiede è sempre per la difesa di ogni persona, per la sua promozione sociale e personale.

Non ci può essere contrasto tra Legge divina e legge umana. Quindi non è comprensibile difendere certe posizioni di comodo che si stanno facendo strada anche tra i cristiani: eutanasia, aborto, coppie di fatto ecc.

La nostra vita sarà un capolavoro
se ci vedrà in prima linea a difendere i deboli, i poveri, gli sfruttati, le vittime di ogni violenza offrendo loro un tempo qualificato, non gli avanzi della nostra giornata, quando non sappiamo cosa fare.
La nostra vita sarà un capolavoro
se ci prepariamo con serietà alle tappe più significative della nostra vita: i Sacramenti dell'iniziazione, il matrimonio, la scelta sacerdotale o religiosa, la nostra professione ecc.
La nostra vita sarà un capolavoro
se saremo "umili lavoratori nella vigna dei Signore" (Benedettto XVI), poveri, solidali, attenti agli altri, uomini e donne di pace, capaci di difendere i valori in cui crediamo, anche se per questo saremo perseguitati, purché sia per il nome di Gesù. (Matteo, 5, passim)
La nostra vita sarà infine un capolavoro
se saremo capaci di puntare in alto ("due in altum" ci ricordava don Vecchi, già Rettor Maggiore dei salesiani): e puntare in alto vuoi dire puntare alla realizzazione della nostra vocazione comune: la santità.. -E non lasciamoci intimorire da questa parola, perché il Signore non chiede mai nulla senza fornire i mezzi necessari.

Questo significa "Pasqua", questo significa "risorgere a vita nuova"

Auguri a tutti.

don Remo Ricci

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