Pasquale Scimeca porta una storia di 120 anni fa, ma purtroppo, ancora attualissima.

Pasquale Scimeca e Gian Carlo Giraud

Pasquale Scimeca, regista siciliano, è venuto a farci visita a Genova, presso il Club Amici del Cinema, la sera del 29 gennaio 2008, per presentare il suo ultimo film tratto dalla grande e, soprattutto, attualissima storia di Giovanni Verga: "Rosso Malpelo" È la storia di un ragazzo sfruttato e condannato ad un'infanzia infelice. Morto il padre Malpelo deve prendersi cura della madre e della sorella, che, totalmente disinteressate ed indifferenti al lutto, si fidanzano entrambe lasciando solo e senza casa il piccolo, che è così costretto ad entrare in miniera, per poi non uscirne più.

Volevamo saperne un po' di più sul significato del film, abbiamo così fatto qualche domanda allo stesso regista.

Che messaggio vuole trasmettere con questo film? E rivolto in particolar modo ai giovani?

Le parabole trasmettono messaggi, i film trasmettono soltanto la realtà. È una storia del passato, di 120 anni fa, ma è ancora oggi una realtà che milioni di bambini nel mondo vivono. Per quanto riguarda il messaggio rivolto ai ragazzi, l o possono capire da soli. Sono ragazzi della nostra società, del nostro paese, e quindi sanno o almeno sapranno, se guarderanno il mio film, di vivere problemi "minori" Proveranno certo incredulità, ma credo che capiranno che i loro problemi sono "facili da risolvere"

Sappiamo che gli incassi sono stati devoluti per poter finanziare un progetto umanitario. E soddisfatto della risposta della gente?

Sì, c'è stata una grande risposta, sono molto soddisfatto. Ma per quanto riguarda gli incassi devoluti, credo che non sia corretto parlare di un progetto umanitario. È più appropriato parlare di un progetto di risarcimento, di aiuto. I fondi sono stati depositati per un progetto da 500mila euro in Bolivia, in particolare nella regione di Potosì dove sarà dato ai bambini un pasto completo al giorno, materiale didattico per permettere loro di andare a scuola invece di lavorare. Si migliorerà la qualità dell'acqua e costruiremo un Centro di salute pubblica.

Noi facciamo parte, a scuola, di un corso di comunicazione e siamo in procinto di scrivere una sceneggiatura. Ha qualche consiglio da dare ad un ragazzo che volesse avvicinarsi a questo mondo cinematografico?

È un lavoro come tutti gli altri, sicuramente molto più creativo e "artigianale" Si deve studiare, avere passione, umiltà nell'apprendere. Ma soprattutto, si deve rimanere se stessi, credere in quello che si fa e rispettare la scala dei valori, perché il cinema è comunicazione, ed il regista comunica le cose che ha dentro, i suoi sogni, la sua fantasia.

Eleonora Prendy

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