Guardo la locandina che invita alla festa del trentennio del Tempietto. Un vero successo, una risposta di gran lunga superiore alle attese. Tutto è filato via in modo snello e convincente.
Sorriderà dal cielo don Riccardo e plaudirà da Firenze don Gianni che idearono il Tempietto. Noi entrammo con l'onda "giovani" solo nel 1980. Commosso, ho rivissuto l'intero arco dei 30 anni. Me li ricorda Mario Brusasco, l'amico dei convegni giovanili degli anni '80, ora dirigente scolastico. Li rivivo con i Quaderni del Tempietto incontrando gli occhi sorridenti di Benito Poggio, Renato Dellepiane, Luigi Garbato e Luigi Cattanei. Da quel gruppo di docenti nascevano quei quaderni dalla copertina bianca che sembrano aspettare una carezza, il grazie per tante fatiche, ma anche il nostro grazie per le soddisfazioni ricevute. I giovedì e Venerdì Letterari erano occasioni di aiuto e di sostegno, di riflessione e di ripensamento per studenti in vista dell'esame di maturità e di aggiornamento per i colleghi.
Quel tempo sembra tornare nello sguardo sorridente di Danilo Veneruso e di Eugenio Torre, due dei docenti della Scuola di Formazione politica. Nel 1991 erano 120 gli iscritti al corso.
All'alba del terzo millennio sfilano i quattro Forum dei giovani... dall'Europa al Mondo. Il 3° "Genova e nuovi europei, mare che unisce, città che accoglie" segna una svolta e anche il don Bosco diviene casa dei giovani del mondo. La Rivista "II Tempietto" con suoi sette numeri si presenta come punto d'eccellenza culturale.
Negli articoli, nel saluto-ricordo, nella memoria storica del numero 7°, quello del 30°, riemergono insieme tutti i maestri del "Tempietto della cultura". La presenza degli illustri cattedratici Letterio Mauro, Luciano Matusa, Danilo Veneruso e di Pino Boero, unitamente ai docenti già nominati, quel sabato pomeriggio sembravano l'icona del livello alto culturale del Tempietto. Ne parlano anche altri assenti: oltre agli amici già in Paradiso, è vivo il ricordo del prof. Marsonet che invia il suo saluto di simpatia e di amicizia, quello del prof. Giuseppe Benelli e di tanti altri che avrebbero voluto essere parte della festa.
Quel 10 maggio, nella Sala del Teatro, ho visto tanti Salesiani e ho sentito I'affetto e la stima della mia Comunità, ben espressi dal nostro superiore regionale don Alberto Lorenzelli e dal nostro Presidente e Direttore del don Bosco, don Remo Ricci.
Foriere di un futuro lavoro culturale più intenso sul territorio sono le parole del dott. Minniti, presidente del Municipio di Sampierdarena. La sua stima per il don Bosco e l'apprezzamento per il Tempietto, letto nella sua unicità e originalità culturale, è un omaggio non formale, ma sentito che ci conforta. Simpatico e prezioso l'incontro nella festa con i dirigenti del Gazzettino di Sampierdarena, il "nostro mensile". Ne siamo già parte, saremmo felici di essere nella fila dei protagonisti.
Il 10 maggio è la festa di tutti, come di tutti è II Tempietto... anche delle numerose persone non nomiate, alle quali, come più anziano, dico "Grazie" che vorrei comporre col sorriso dei loro ..volti. Ci sono anche i giovani del Tempietto, quelli dei convegni giovanili e dei Forum, da loro gestiti. Un gruppo informale, ma prezioso...si è anche affacciato alla Festa. Grazie a voi tutti...siete con Michela, l'ideatrice del rinfresco, quelle rose che fanno da corona alla festa.
Alberto Rinaldini
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