Sommario

Natale atteso per quello che vorremmo dimenticare o per quello che vorremmo sperare?

Si sente nell'aria tanta tristezza per un anno che ha messo in ginocchio il mondo: una crisi economica tanto devastante in un tempo di benessere mai visto prima. Qualcosa si è inceppato. Il virus dell'egoismo ha scatenato una pandemia di impoverimento mondiale.

Se guardiamo al nostro paese, troviamo l'autunno caldo della rivolta della scuola: docenti, dirigenti, alunni, bidelli gridano per le strade che "il malato scuola" non si può curare a colpi di accetta per fare cassa in linea con la finanziaria "triennale". È la prima volta nella nostra storia italiana che un ministro riesce a mobilitare una reazione di tale portata. Non per il decreto in sé, ma per l'avvio ai tagli alla SCUOLA che coinvolgono tutti i gradi di scuola a partire dal ciclo primario fino all'Università. Si mette in crisi il futuro dei giovani, delle famiglie e dell'intero paese. Con i tagli già decisi in finanziaria "tutti i precari" sono in ebollizione e con loro famiglie e lo stesso futuro della ricerca.

Non torna il '68. La vivacità carica di "disagio", oggi, nasce non dal sistema, ma da interventi mancati o errati della politica. I giovani dicono di volere una "scuola di qualità" e intaglio non indiscriminato. " Sì - ripetono - ai tagli di ciò che non funziona, di ciò che spreca risorse!"

L'"eccellenza culturale" sembra tornata di moda per tutti, per i contestatori come per i contestati. Lo sciopero generale della scuola del 30 ottobre va letto dunque come un disagio profondo. I giovani intuiscono che il "blocco della scuola" ha radici proprio in coloro - destra e sinistra - che dovrebbero riformarla. La scuola rischia di essere facile riserva per clientele politiche. Dietro la spinta di qualche "potente" politico locale troviamo facoltà universitarie anche in piccoli centri... per owiare alle eccessive distanze, evidentemente. Ma ci sono soluzioni meno costose!

Cosa è capitato allora nella nostra scuola? La cura del "malato scuola" ha bisogno di ascolto e di dialogo, poi, certo, di decisioni. Perché mai - ci domandiamo - ogni maggioranza di governo deve fare la "sua riforma"? La scuola è il cuore di una società, segna il futuro. Cosa attendiamo dal Natale 2008? Sull'Agenda del 2009 vorremmo trovare: "Governance mondiale dell'economia" in grado di bloccare speculatori disposti a sacrificare il mondo al proprio interesse. E ancora: L'Unione Europea dal disastro in economia rinasce "politicamente" più unita. Attendiamo una scuola pari all'onore culturale scritto nella storia dai nostri antenati. Aspettiamo, infine, che "maggioranza e opposizione" - anche su questo tema strategico - usino insieme il potere loro demandato dal popolo sovrano, per il "il bene comune". L'elezione di Obama presidente degli USA è l'aurora di un nuovo mondo... oltre che di una nuova America.L'"l have a dream" di Martin Luther King è ora realtà nelle "rosse colline della Geòrgia", ma quelle colline di 40 anni fa "senza fraternità" sono la metafora del mondo ancora senza giustizia e senza pace. Quando questo sogno si realizzerà? E Natale. Il Dio fatto uomo ci aiuti a vivere nella Sua benevolenza e fraternità. I nostri occhi scorgano negli altri il volto di Gesù Cristo ... e il mondo diventi una casa accogliente per tutti.

Alberto Rinaldini

[Torna alla pagina precedente] [commenta] [home page]