È natale per tutti

Potrebbe sembrare il solito "fervorino" fatto di luoghi comuni, e che lascia il tempo che trova. Però è anche vero che il Natale è l'occasione in cui accettiamo con minor difficoltà di sentirci richiamare ad alcuni precisi nostri doveri. Ed è anche i periodo in cui certe "stonature',' certe differenze, sono più evidenti. Son molto diversi l'albero di Natale carico di ogni ben di Dio, spesso superfluo o inutile e l'albero di altre persone meno fortunate che a stento ha delle foglie rinsecchite, e che si ostina a non dare frutti. Di fronte a queste situazioni le coscienze a Natale sono più sensibili. Ben venga allora il Natale se ci mette, in maniera anche cruda, di fronte a queste differenze non accettabili.

comunità salesiana 2009

E allora vorrei richiamare alla vostra mente ad esempio i quasi tremila bambini che a Goma in Congo, hanno trovato rifugio presso i Salesiani. >"Manca più del necessario!", è l'appello lanciato dai Salesiani, del Centro Don Bosco di Goma Ngangi, nella Repubblica Democratica del Congo, che accoglie 2782 minori, insieme ad educatori e operatori (e il numero è destinato a crescere). La ristrettezza di strutture, il fabbisogno giornaliero, il rischio di epatite B e l'instabilità della situazione sociopolitica, stanno mettendo a dura prova il lavoro dei Salesiani e dei loro collaboratori. Il Volontariato Internazionale per lo Sviluppo (VIS), lancia un accorato appello di solidarietà.

Una mostra presentata a Sampierdarena dal VIS e dal nostro Liceo Scientifico ci ha richiamato all'assurdità del muro costruito in Israele che porta a divisioni disumane: famiglie separate, operai che non possono più raggiungere il posto di lavoro, studenti che non riescono più ad arrivare a scuola a tempo. Tutto ciò porta a conseguenze impensabili: licenziamenti, bocciature, povertà. Lo sapevate? Perché a volte queste notizie neppure si sanno, perché interessa a pochi, perché "non fa notizia" in quanto di situazioni simili ce ne sono tante nel mondo. E allora è meglio non parlarne, per non deprimerci...

Ma alberi di Natale rinsecchiti li avranno anche i bambini dell'Eritrea, che io conosco bene, o deI Tchad o del Perù. Forse qualcuno obietterà che sono luoghi troppo-distanti ed è difficile per noi aiutarli. E allora guardiamo la nostra Sampierdarena. E uno dei luoghi italiani nei quali sono vissuto per il mio ministero Salesiano (e non sono pochi) in cui ho trovato più povertà. Sono davanti ai nostri occhi (se non li abbiamo foderati di mortadella...) tantissime situazione di necessità e povertà, per immigrati e. per locali. Le nostre Istituzioni, Caritas, san Vincenzo, la Parrocchia, ecc., fanno già molto per il diritto ad una casa, al sostentamento, al lavoro. C'è anche un diritto allo studio, c'è il diritto a scegliersi la Scuola preferita (lo sancisce anche la Costituzione) e la nostra Scuola (dal Nido al Liceo Scientifico, senza esclusioni) cerca di favorirli, con rette ridotte, addirittura con gratuità. L'Oratorio fa moltissimo per l'accoglienza, per aiutare le situazioni più diverse attraverso lo Sportello Servizi Integrati. Ma da soli non ce la facciamo, sia come forze, sia economicamente. E allora perché non dare una mano fornendo braccia e mente alle istituzioni sopra nominate: cerchiamo animatori, catechisti, operatori sociali ecc.; cerchiamo mezzi materiali: cibo e fondi per la san Vincenzo, borse di studio per la Scuola, aiuti al VIS per i suoi progetti di sostegno alle povertà. Ecc, ecc, ecc.

Auguro a tutti noi di saper riempire gli "eccetera" generosamente. Allora sarà un Buon Natale per quelle persone che avremo aiutato, ma lo sarà anche per tutti noi.

don Remo Ricci
direttore del Don Bosco

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