Educare alla Legalità

Giancarlo Caselli, Procuratore Generale di Torino, al "Tempietto"

la platea L´ Istituto don Bosco di San Pier d'Arena, presso il proprio Centro Culturale "II Tempietto" in occasione della festa del don Bosco, ha offerto ai sampierdarenesi, nel recente 16 gennaio, un incontro con un personaggio veramente straordinario: il Procuratore Capo della Repubblica di Torino, Gian Carlo Caselli, votato all'unanimità dal Consiglio Superiore della Magistratura il 30 aprile 2008. (ex allievo dei Salesiani: conseguì la maturità presso il liceo Salesiano di Valsalice a Torino).

L'argomento, "Educare alla Legalità" è stato affrontato dall'autorevole magistrato, - di diritto penale - che in modo chiaro, diretto e senza mezzi termini si è espresso per oltre due ore sui temi:giustizia e legalità. Ha esordito con la Giustizia italiana, definendola non funzionante in quanto patologica; evidenziando, tra l'altro, come il nostro Paese sia l'unico al mondo ad avere tre gradi di giudizio - che a volte arrivano, tra l'andare avanti e indietro, anche a sei -.Per non parlare poi, dei nostri processi che hanno intollerabili lungaggini, anche di sette anni: pure questo è un fenomeno unicamente italiano, (in altri paesi i tempi sono assai diversi, da due mesi al massimo di due anni per emettere la sentenza). Le ragioni dei tempi interminabili, ha detto, sono varie, ma soprattutto a causa di un'insufficienza di cancellieri e segretari: inferiori, all'organico, del 15-30%. Questa situazione obbliga ogni magistrato a ridurre il numero dei processi: non possono essere più di due o tré la settimana, anziché cinque o sei. Poi ha parlato di carceri, strapiene, evidenziando che, annualmente entrano in carcere ottantamila persone e assurdamente n'escono settantottomila, ciò, ha spiegato, a causa delle detenzioni troppo brevi: i magistrati devono emettere la sentenza con la relativa condanna che, se inferiore ai tre anni consente, grazie ad una legge, una rapida scarcerazione - ragione delle cifre sopra riportate -. Inoltre, in merito alla repressione si è espresso così: "È assolutamente indispensabile e doverosa ma dovrebbe essere anche un'adeguata prevenzione"

Ed ha riferito che un buon esempio di prevenzione sono i terreni confiscati alla mafia, oggi gestiti da molte cooperative: danno lavoro, futuro e dignità a tanti giovani. Ma ha ricordato anche, quanto utile e necessario, sia soprattutto, il rispetto delle regole.

Per questo, l'invito a leggere, o a rileggere, le norme contenute nell'articolo 3 della Costituzione è stato ribadito "le regole acquistano una dimensione diversa col tracciato sull'articolo 3. Questa legge, molto valida, contiene una democrazia emancipante che prevede il diritto di votare ma non solo, riporta norme per tutti - stranieri, anziani, minori..." -. "L'osservanza di questi principi - ha aggiunto - è indispensabile per abbattere la corruzione che porta ad un impoverimento sociale, maggiormente rappresentato dalla mafia che, produce anche un grande impoverimento economico"

II numeroso pubblico presente al "Tempietto" ha ascoltato attentamente, con empatia, e si è anche confrontato ponendo diverse domande. Tutte le richieste sono state accolte ed hanno avuto risposte esaurienti. Tanto il consenso dimostrato dai ripetuti applausi. Insomma, è stato un "educare alla legalità" compreso e condiviso da molte persone.

I Salesiani di San Pier d'Arena hanno reso possibile questa condivisione: ancora una volta hanno aperto le porte ai sampierdarenesi. E per chi vuole sapere di più sull'illustre ospite segnalo un libro "Un magistrato fuori legge"; l'autore: Gian Carlo Caselli. Il volume, edito da Melampo, costa 10 euro. Per finire, riporto questa sua indcativa frase che esprime in pieno il concetto di legalità "senza regole non c'è partita ".

Laura Traverso
giornalista del Gazzettino di Sampierdarena

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