Famiglia Salesiana

UN PO' DI STORIA

L'anno 2009 dovrà aiutarci a fare sempre più reale la convinzione di Don Bosco, che l'educazione dei giovani richiede una grande rete di persone dedite a loro ed una decisa sinergia di interventi per raggiungere i traguardi che i giovani attendono ed essere significativi per la società. Perciò a nome di Don Bosco vi chiedo: Impegniamoci a fare della Famiglia Salesianaun vasto movimento di persone per la salvezza dei giovani.
(Il IX° Successore di don Bosco)

Don Bosco non è mai stato un lavoratore solitario, ma si è sempre circondato di collaboratori e di consiglieri: la prima fu sua madre Margherita Occhiena.
In uno scritto dal titolo "Origine di questa congregazione" don Bosco afferma: "Fin dall'anno 1841 il sac. Bosco Giovanni si univa ad altri ecclesiastici per accogliere in appositi locali i giovani più abbandonati della città di Torino... Si radunarono per formare une specie di congregazione riconoscendo il loro superiore nella persona del sac. Bosco Giovanni"
Don Bosco li chiamò successivamente soci, associati, benefattori, promotori, cooperatori. Erano ecclesiastici e laici, donne e uomini, ricchi, ma anche poveri. Si originò così un rudimentale "Movimento" attorno a don Bosco e al suo "metodo" di avvicinare ed educare i giovani: a questo insieme di persone inizialmente fu dato il nome di "Congregazione di san Francesco di Sales". II termine "congregazione" va inteso però nel senso largo e polivalente che aveva nell'800: cioè un gruppo di fedeli riunito per uno scopo di pietà o di servizio.

il seme è diventato un albero e l'albero un bosco

Patrono era san Francesco di Sales perché il primo "oratorio" si tenne in una stanza dedicata a lui; poi perché era un santo molto popolare in Piemonte; ma soprattutto perché don Bosco ammirava in lui la dolcezza e la mansuetudine.

Le persone sopra indicate potevano, però, offrire il loro servizio a tempo limitato perché ognuno di loro era già impegnato in altre attività o avevano famiglia.

D'altra parte i ragazzi aumentavano e di pari passo le loro esigenze: sorse la necessità di persone a tempo pieno. Il 9 dicembre 1859 don Bosco propone ad un sacerdote (don Vittorio Alasonatti) e a 18 suoi giovani l'ipotesi di formare un gruppo stabile, con voti. Lascia loro una settimana di tempo per pensarci. In alcuni di loro sorsero delle perplessità, ma quasi tutti (17) la sera del 18 dicembre 1859 accettarono scegliendo la vita comune nell'Oratorio stesso; su consiglio del Papa formarono poi la Pia Società di san Francesco di Sales. Accanto a loro, dall'esterno, continua ad operare un "Movimento di persone" che per un po' continua a chiamarsi Congregazione, poi cambia nome diventando "Unione di promotori" e poi "Cooperatori"

Dopo tré anni di preparazione, il 14 maggio 1862, ventidue giovani con don Bosco emisero i primi voti dando vita ad una "Congregazione religiosa" e da allora si chiamarono "Salesiani" II 5 agosto 1872 fondò ufficialmente anche le FMA. Il 9 maggio 1876 è la volta dell'Unione di Cooperatori Salesiani. Da un Movimento più ampio, formato da varie persone diversamente legate a don Bosco, NASCE LA FAMIGLIA SALESIANA, una famiglia di persone legate a don Bosco con voti o promesse ufficiali. Non risulta che don Bosco abbia mai parlato esplicitamente di "Famiglia Salesiana" ma in realtà tutti avevano uno stesso padre e tutti si sentivano fratelli tra loro: più famiglia di così! Con i primi successori di don Bosco, don Rua e don Albera il termine Famiglia Salesiana viene usato poche volte ed in genere per significare sdb e fma. Si legge in una circolare: "La Famiglia Salesiana ringrazia i Cooperatori perché... " Ma nell'editoriale del Bollettino Salesiano del 1899 don Rua dice: "Ci è grato saper cogliere tutte le occasioni per dimostrare ai nostri Cooperatori che essi con noi e con le suore di don Bosco formano una sola famiglia ".

Don Rinaldi lavorò molto per l'organizzazione dei vari gruppi: ricordiamo l'istituzione ufficiale degli exallievi di don Bosco e delle exallieve delle FMA oltre che a quella delle Volontarie di don Bosco (VDB). Negli Atti del Capitolo superiore del 24 settembre 1926 parlando dei cooperatori e degli exallievi li chiama "Salesiani nel mondo" Seguì un periodo in cui i vari gruppi continuarono il loro cammino di unità, ma anche di differenziazioni e il senso di famiglia si attenua un po'.

Don Remo
prima parte

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