Sommario

Voglia di Europa

In giugno noi cittadini europei sceglieremo il nuovo parlamento europeo! Ricordo l'entusiasmo che suscitò la prima elezione nel 1979. Sembrava che "il popolo europeo sovrano" potesse diventare la "voce politica" dell'unica patria Europa in costruzione dall'alto. Nei primi 29 anni infatti la "Casa Europa" era stata fatta dai capi di stato e di governo dei paesi aderenti con istituzioni tutte discendenti dai vertici. Il popolo europeo sovrano, finalmente, si sarebbe fatto sentire? Sì, ma i suoi rappresentanti eletti avrebbero avuto un "potere ridotto". Un'unione forte economicamente, ma senza una vera guida politica unitaria. L'entusiasmo degli inizi non 'riusciva ad esprimer l'unione politica che navigava tra indifferenza e ostilità. La sinistra marxista infatti vedeva nell'unificarsi dell'Europa un potente antemurale contro l'Unione sovietica, ma lo spirito dell'Unione dell'Europa Occidentale non era "contro" qualcuno, era volontà di superare le frontiere nazionalistiche che avevano generato guerre infinite.

Riemergono dal passato più luminose che mai le parole dei padri fondatori e raccontano il "cuore nuovo" della vecchia Europa. "Il frazionamento dell'Europa è diventato un assurdo anacronistico. Certamente non si tratta di annullare le frontiere etniche politiche. Esse sono un dato nella storia... Ciò che vogliamo è togliere alle frontiere la loro" rigidità, direi la loro intransigente litigiosità". (Robert Schuman); "O L'Europa si unisce, o l'Europa perisce"(Alcide De Gasperi): "Tutta la nostra opera sarà animata dallo spirito della civiltà cristiana occidentale e dal rispetto della dignità dell'uomo. Noi speriamo di riuscire, con l'aiuto di Dio, a guidare il popolo tedesco a contribuire alla pace in Europa e nel mondo". Konrad Adenhauer). E ancora Schuman: "L'Europa unita prefigura la solidarietà universale dell'avvenire. Pertanto io credo ai fondamenti cristiani dell'Europa... Non vogliamo un'Europa mutilata. Dobbiamo fare l'Europa per accogliervi anche i popoli dell'Est".

Sono passati quasi 60 anni e l'Europa è ancora in cammino ... ma tenta di congiungere ovest ed Est-Europa, calamitando anche paesi asiatici e africani. Perché l'Unione Europea è un metodo di sentirsi umani: si sta bene tutti quando nessuno sta male. Vale per gli stati della vecchia Europa, vale anche in prospettiva globale... nella scia dei padri fondatori si può tracciare la strada che porta ad un governo mondiale. E il mondo starà bene, perché nessuno degli stati che lo compongono sta male. Come non ricordare che Europa Unita è uguale a Pace? Da 60 anni gli stati, che si erano sbrananti lungo i secoli con guerre sempre più sanguinose fino a coinvolgere il mondo intero nella "grande guerra civile europea" del 1914-1945, si sono posti nella impossibilità di farsi guerra. L'Unione Europea è la grande patria, senza l'eco sinistra del nazionalismo. Il metodo dell'unione va oltre le civiltà, i continenti: gli uomini hanno bisogno di "stare insieme" per stare bene federando le diversità.

Ma nelle mani degli uomini ideali così luminosi rischiano di essere zavorrati dal ritornante egoismo che smarrisce il bene comune. Spinte protezionistiche sono l'eloquente linguaggio di questo tornare a chiudersi nel proprio piccolo, pur sapendo che l'Unione solo può fare uscire dalla attuale crisi economica.

Alberto Rinaldini

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