Don Guido è volato in cielo

II sole del 13 gennaio 2009, per don Guido, è tramontato in Paradiso!
Lungo e doloroso negli ultimi anni il suo cammino a Sampierdarena... e alla fine è stato costretto a sostare nella più agevole Casa di Varazze.
Qualche visita ancora alla sua Comunità, poi è volato in cielo accanto a don Bosco e ai Salesiani che L'hanno preceduto.

I 20 anni passati in questa casa sono i suoi anni più maturi, pieni di sapienza e di saggezza. Sono anche gli anni del crescente malessere fisico, sopportato in silenzio, senza un lamento. Caro don Guido, sei stato a lungo Preside della scuola Media, apprezzato e stimato. Lo testimoniano gli insegnanti di allora, lo ricordano riconoscenti i tuoi ex alunni. Lo percepivano anche i tuoi confratelli, che sempre hanno ammirato la tua serena e competente personalità. La tua vita è stata un perenne insegnare, anche quando per limiti di età, affrontavi una classe ben più ampia, la Parrocchia. Chiunque, a qualunque ora, ti poteva incontrare: in ufficio o in chiesa. La cultura e il sacro ministero si fondevano in tè in perfetta sintesi... Insegnante sacerdote prima, sacerdote maestro dello spirito dopo.

Per saggezza e cultura eri un punto di riferimento sicuro. Le tue risposte argute, precise e sagge. Ma non lo facevi pesare. Non desideravi apparire... e inutilmente cerchiamo tue foto... Avresti voluto velare anche il tuo passaggio nel tempo. Una volta, tre anni fa circa, si parlava della lettera-ricordo di Pierino Robino e tu con "serena serietà": "La mia lettera l'ho già scritta io". Era vero, il tuo testamento spirituale... già dal1982!

Ti rivediamo ancora trascinarti per i corridoi e per le scale, ma senza un lamento... Solo ripetevi, negli ultimi tempi, di essere ormai giunto al capolinea. Ma un sorriso appena abbozzato non mancava mai. Caro don Guido, grazie! Ci hai insegnato a vivere come ad invecchiare bene. Ora nella perenne giovinezza dello spirito dal cielo proteggi il nostro andare.

La tua Comunità religiosa di Sampierdarena

Il testamento spirituale
don Guido Galligani

Al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, nel cui nome sono stato battezzato, confermato, consacrato e tante volte perdonato, onore e gloria. A Dio il primo grazie per i doni con cui ha arricchito la mia esistenza: una famiglia unita, onesta, laboriosa e cristiana; sufficienti talenti da trafficare per il Regno; la vocazione sacerdotale e Salesiana con la possibilità di lavorare per i giovani.

A Dio l'offerta del dolore che dovesse accompagnare i miei ultimi anni di vita, perché lo unisca a quello redentore di Gesù per la Chiesa, per il Papa, per la Congregazione Salesiana, per tutti coloro dai quali ho ricevuto del bene e per quelli ai quali, pur potendolo, non ne ho fatto.

Ai miei familiari dico grazie per l'affetto con cui mi hanno sempre circondato e che spero di avere a sufficienza contraccambiato.

Ai miei confratelli e superiori esprimo gratitudine per l'aiuto che mi hanno generosamente dato a maturare e vivere la vocazione Salesiana e per la stima che mi hanno sempre dimostrato. Da loro imploro comprensione e perdono per le mie non poche debolezze, soprattutto per le difficoltà che ho sempre avuto alla collaborazione e alla fraterna amicizia. Se qualcuno poi in particolare ha dovuto soffrire per causa mia abbia tanta carità da far sovrabbondare la sua misericordia e il perdono là dove ha abbondato il mio egoismo. Da parte mia perdono di cuore a chi, per qualsiasi motivo, può essere stato per me causa di sofferenza.

A tutti chiedo il suffragio per la mia anima, perché trovi benevola accoglienza presso il Padre della misericordia.

Maria SS. Ausiliatrice e San Giovanni Bosco mi conducano per mano quando busserò alla Casa del Padre. Amen

Don Guido Galligani Firenze,
21 novembre 1982

Caro don Guido

E tutta la Comunità Salesiana e parrocchiale che ti porta nel cuore e ti accompagna verso il Signore Gesù, nel quale hai creduto, perché ti accolga nel suo abbraccio.

Da parecchi mesi eri a Varazze con altri confratelli in difficoltà di salute e di lì partivano le tue preghiere e il tuo ricordo per noi che, entrando in chiesa, ti cercavamo nel confessionale o seduto vicino al tavolino d'entrata per avere un tuo sorriso. Tu parlavi poco ma prima ci guardavi con occhietti vispi e poi ci sorridevi. Era il sorriso buono del Signore che regalavi, era un dolcetto spirituale, il tuo incoraggiamento. Un uomo di profonda umanità, Salesiano amico dei giovani anche come insegnante e preside, prete dispensatore di grazia specie nel tempo in cui da Viceparroco hai servito la parrocchia che ha goduto della tua presenza: così ti ricordiamo.

Don Piero

Il ricordo affettuoso di don Alberto Lorenzelli

Oggi, ricordando davanti al Signore l'esistenza Salesiana e sacerdotale di don Guido, riconosciamo in lui le virtù del servo fedele che ha lavorato nella Vigna del Padre a cui era stato chiamato; ha lavorato per una lunga giornata perché ad essa era stato chiamato fin da piccolo come gli operai della prima ora; vi ha lavorato senza stancarsi e lamentarsi anche quando il peso si è fatto sentire. A lui interessava solo che la Vigna portasse frutti per il Signore e che grazie al suo servizio i giovani e i cristiani a lui affidati crescessero nella fede e nella carità. Solo una spiritualità sacerdotale convinta e ben fondata può sostenere una simile fedeltà... e traspare nel suo testamento spirituale.

Ma sento un dovere di riconoscenza per i nove anni che abbiamo lavorato insieme, fianco a fianco. In quegli anni ho potuto apprezzare tanti aspetti belli della vita di Don Guido che restano indelebili nella mia memoria. L'ho sentito sempre amico e padre, con i suoi consigli, la sua discrezione, il suo esempio di Salesiano autentico e della testimonianza di fede e di consacrazione totale al Signore per la missione in mezzo ai giovani.

La sua vita: una testimonianza di obbedienza e fedeltà sperimentata prima accanto a lui nella scuola, constata, poi quando lasciai la scuola Media.

Nel 1987 don Guido giunge a Sampierdarena come Preside della Scuola Media e Vicario della Casa, stimatissimo insegnante di lettere, sempre presente in cortile con il suo carattere sereno, amabile e signorile. Ritiratesi dall'insegnamento Don Guido esprime la sua sensibilità pastorale mettendosi a disposizione come aiuto nella Parrocchia di San Giovanni Bosco e San Gaetano. Fino a che la salute lo sorresse stette al pezzo, accogliente, sensibile, puntuale e preciso.

Negli ultimi tempi, già toccato dalla malattia si ritirò a Varazze per affinare sempre più il suo spirito e offrire totalmente la sua vita all'incontro con Dio.

Caro don Guido, voglio a nome di tutti i confratelli che hanno condiviso con te la fede e la consacrazione, esprimerti gratitudine e riconoscenza. Sei stato un grande dono per noi, ci mancherai tanto.

Anche se le tue parole erano sempre poche, la tua presenza riempiva e arricchiva la Comunità. Il Signore della vita ti accolga, ti faccia entrare nella sua gioia, nel regno eterno di pace e di amore.

Don Alberto Lorenzelli

Caro don Guido

ricordo ancora il giorno in cui giunse la notizia che Lei sarebbe stato il nuovo preside della scuola media: ansia e timore furono i sentimenti comuni fra il corpo docente. Nessuno lo conosceva, ma le voci la descrivevano come persona molto taciturna e severa. Ma la realtà era ben diversa. È bastato poco tempo infatti per farci apprezzare il suo carattere: autorevole sì, ma mai autoritario, arricchiva di sorrisi sornioni, appena abbozzati, ogni discorso che si svolgeva sempre in tono pacato, quasi sussurrato. Penso di non averla mai sentita alzare la voce anche se i motivi ce ne sarebbero stati tanti!

La sua cultura acquistò grandi e piccoli. Più di una volta mi è capitato di entrare in classe, dopo qualche sua lezione, e trovare gli alunni che si domandavano come facesse un insegnante di Lettere a conoscere tanti argomenti non legati alla sua materia d'insegnamento. Ricordo un episodio che mi commosse particoiarmente. Il giorno del mio quarantesimo compleanno mi chiamò in Presidenza e mi consegno un pacchettino. "Sai - mi disse - non succede sovente di compiere quarant'anni, auguri". Quella penna la conservo fra i ricordi più cari e graditi, anche perché era stato un dono veramente inatteso e consegnato con quella semplicità che l'ha sempre contraddistinto.

Da vari anni don Guido ha lasciato la scuola ed ha assunto altri incarichi in parrocchia, ma ci ha trasmesso insegnamenti che non dimenticheremo. A me ha lasciato il testimone della Presidenza: Non ho le sue capacità ed esperienza, ma le assicuro tutto il mio impegno per mettere i pratica i suoi insegnamenti.

Oggi è tornato alia casa del Padre. Erano vari mesi che non l'avevo più rivisto ma qualcosa mi ha spinto a fargli visita prima di Natale in quel di Varazze: ricordo il suo solito sorriso bonario, l'interesse sempre vivo per le vicende scolastiche, il costante incoraggiamento a proseguire il cammino nel compito, non sempre facile, della presidenza. E anche da quel letto di dolore ha saputo sorridere e far sorridere e, pur nella confusione che a tratti gli ottenebrava la mente, ha mandato il suo messaggio di cristiano e di guida.

Caro don Guido rimarrà nella mia mente come una delle figure più significative che ha saputo coniugare l'autorevolezza del ruolo all'umanità del sacerdote trasmettendo anche un grande amore per la cultura.

Giuliana Marenco

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