2009: Anno santo Salesiano

II 18 dicembre 1859 alle ore 21 in una sala dell'Oratorio di san Francesco di Sales don Bosco raduna 17 suoi collaboratori, tra cui un solo sacerdote, don Vittorio Alasonatti (tutti gli altri sono ancora studenti) e con loro inizia il cammino della Famiglia Salesiana:

don Remo Ricci "Piacque pertanto ai medesimi Congregati di erigersi in Società o Congregazione che avendo di mira il vicendevole aiuto per la santificazione propria si proponesse di promuovere la gloria di Dio e la salute delle anime specialmente delle più bisognose d'istruzione e di educazione" (dal Verbale firmato da don Alasonatti). Perciò nel 2009 ricorrono 150 anni dagli inizi. Se oggi a Genova e in particolare a Sampierdarena sono presenti i Salesiani, tutto dipende da quella sera: 13 anni dopo infatti i Salesiani vennero a Genova. Da allora ne sono passati 137 Questo sarà un anno importante per ripensare l'identità Salesiana, il significato della nostra presenza e per analizzare le sfide che oggi i giovani ci pongono. Opportuna è stata la visita ufficiale dei Vicario ispettoriale don Antonello Sanna, a fine gennaio: ci ha offerto l'occasione per entrare nell'ottica sopra descritta. A ciò si aggiunga che il mese di gennaio è il mese "Salesiano" per eccellenza, soprattutto con le feste di Francesco di Sales (il patrono), di don Bosco, (il fondatore) e di Laura Vicuna (il frutto).

A fine gennaio si è radunato il Consiglio della CEP (Comunità Educativa Pastorale), alla quale apparteniamo tutti noi che in qualche modo viviamo attorno o nel "don Bosco") e si è interrogato su una necessità ormai improcrastinabile: l'integrazione tra tutte le persone, italiane e non, che vivono nel nostro territorio Sampierdarenese. E per integrazione intendiamo "completamento": ogni gruppo integra, cioè completa l'altro. Il Gruppo dei dirigenti, invece, ha riflettuto su uno dei compiti più importanti del nostro essere educatori: aiutare i giovani a trovare il loro posto nella Società e nella Chiesa, in vista di un servizio armonico da offrire alla comunità. Un altro contributo importante lo ha dato l'exallievo dott. Giancarlo Caselli, procuratore della Repubblica di Torino. Davanti ad un numeroso ed attento pubblico, forte della sua esperienza Salesiana e professionale, ha delineato i tratti fondamentali per una efficace educazione alla legalità, uno dei fondamenti per una società vivibile.

Altro momento bello e formativo è stata la Festa della Famiglia Salesiana di Genova che abbiamo celebrato a Quarto nel pomeriggio e sera del 30 gennaio. Un centinaio di mèmbri della Famiglia Salesiana genovese si sono ritrovati per ascoltare il commento di don Antonello alla "Strenna" (cioè il tema di riflessione dell'anno) che il Rettor Maggiore don Chavez ha assegnato alla Famiglia Salesiana di cui parleremo in altra parte della rivista. In questa occasione abbiamo anche benedetto una targa in ricordo di mons. Stefano Ferrando, che ha vissuto gli ultimi anni della sua vita proprio nell'Istituto di Quarto. Mons. Ferrando è il fondatore delle nostre Suore (le "Ferrandine" appunto) che da qualche mese sono entrate nella nostra Comunità: era presente anche la loro Superiora mondiale.

Altro bei momento è stata la Eucarestia presieduta dal nostro cardinale Angelo Bagnasco che si è intrattenuto amabilmente in cortile con gli amici di don Bosco. Si è poi fermato a pranzo con la Comunità insieme ai parroci del Vicariato: è stato questo un momento bello, di fraternità. Abbiamo cantato "Ma se ghe pensu" e il cardinale guidava il coro.

don Remo Ricci
direttore del Don Bosco

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