Credo UNA CHIESA CHE NON HA PAURA di guardare in faccia la realtà sociale e umana esistente, che esce dal e secche di vecchie letture del mondo che più non corrispondono, che va a confrontarsi con l'uomo e la donna con cui viene a contatto, che ascolta - dopo aver per tanto tempo parlato solo lei - per imparare i ritmi della vita quotidiana ponendosi a servizio, 'lavando i piedi', e non facendosi servire, che si pone a fianco, con rispetto, di chi chiede una parola di accompagnamento spirituale, che non sommerge le coscienze, ma le rifinisce con la Parola che da equilibrio e fiducia... questo io credo e cerco di trasmettere nella parrocchia.
E' l'esatto contrario
di una chiesa che a molti 'fa paura' perchè tetragona e calcificata
in tante prese di posizione rendendola prigioniera di se stessa, non
liberando la Parola che salva e rilancia nella vita con la nuova
linfa che solo dall'amore di Cristo ha la sua origine.
Uno può credere o non credere, ma la chiesa non può fare paura, essere d'intralcio alla fede che è¨ dono squisito di Dio, dato a tutti. Una chiesa che rispetta, anche se non è¨ rispettata, ma questo è il martirio, è¨ la sua croce e il suo privilegio, lo amo la chiesa nelle Sue contraddizioni umane, peccaminose, perchè Gesù ha scelto Pietro che abbondantemente ha dato prova di instabilità definendo una struttura multifacciale che risente del limite, ma Gesù l'ha voluta così (Dio ha creato accettando la sfida di non essere creduto e amato. Cristo fa la chiesa sapendo che l'affida a uomini e donne di dubbia capacità ) assicurandola con la sua perenne assistenza e anche adattandosi ai travagliati cammini umani che va facendo: non è meravigliosa questa miscela di umano e divino in cui il Cristo ha scelto di giocare la sua carta vincente per offrire il sacramento di sè a tutti gli uomini? E allora a tutti gli uomini e le donne di buona volontà , credenti, voglio dire che questa è la nostra forza e la nostra certezza. Non lasciamoci prendere dallo scoraggiamento perchè è "l'amore di Cristo che vince il mondo" e nel suo amore noi operiamo con la fiducia che viene da Lui.
Contro la tentazione di 'salvarci da soli', con le sole nostre opere buone e le pie devozioni, con l'osservanza della legge, nell'ubbidienza all'autorità , nel far a puntiglio tutte le pratiche liturgiche e religiose, con uno stile che san Paolo definisce pagano, l'impegno è¨ di essere chiesa che fonda il suo mistero di salvezza nel dono spassionato e appassionato di Gesù Cristo il quale, nella libertà di Figlio di Dio, tende la mano all'uomo e alla donna che sinceramente approdano a Lui, L'impegno è di essere chiesa che non ha paura della libertà onesta e sensata, forse critica, delle persone, anzi si fa scrupolo di esserne stimolo, perchè solo in una scelta consapevole cresce la maturazione nella fede. Amo la chiesa che ama la gente più di se stessa, che parla di Gesù Cristo e non di se stessa, che usa a misericordia e non il diritto, che è attenta alle pecore che si sono impantanate, sono cadute, sono ferite, non ce la fanno. Amo la chiesa che predilige i poveri, quelli che non contano, non danno soldi per le strutture, anche perchè la Provvidenza non è mai venuta meno e gli immobili, ricchezza pesante, lo confermano.
Amo la chiesa cosi come è, compromessa a destra o a sinistra, anche quando non è libera di operare fidandosi dello Spirito Santo, anche quando ha paura di perdere e si fa pusillanime, perchè ugualmente mi da il sacramento che mi fortifica, perdona e rilancia. Amo la chiesa che mi delude in tanti settori in cui interviene, ma in questi giorni difende il povero delle carrette sul mare, entra nel pensiero moderno della globalità delle razze, e già sta preparandosi a che il mondo sia veramente un luogo di pace e fraternità e non di guerra fratricida; la amo perchè profeticamente mi addita il nuovo cammino verso il Regno.
don Piero
| [Torna alla pagina precedente] | [commenta] | [home page] |