È lo slogan del Salesiano, anche quando gli anni sono tanti... c'è la giovinezza del cuora che non ha tempo.
"Sono Salesiano perché ci sono i giovani, perché ci siete voi", ricordava agli studenti che gremivano la Chiesa parrocchiale uno dei due Salesiani, dopo avere rinnovato la promessa di donare la vita al Signore.
Era il 6 maggio 2009, un giorno pieno di sole e di primavera. Il giorno in cui il mondo cristiano festeggia San Domenico Savio, il quindicenne santo del primo Oratorio Salesiano di Torino.
Un giorno Domenico, dopo aver sentito parlare don Bosco sulla santità, si presenta a lui: "Don Bosco voglio farmi santo. Un bell'abito per il Signore, lo sono la stoffa e lei sia il sarto". E don Bosco accompagnò Domenico lungo la via della santità nell'ordinario quotidiano... L'abito crebbe bello in pochi anni, e fu opera creativa ed entusiasmante che affascina nella sua semplicità e profondità. Un protagonista della propria crescita che si preoccupa degli altri. Felice se gli altri sono felici!
150 anni fa, il quindicenne Domenico, insieme ad altri suoi amici dell'Oratorio, fondava la Compagnia dell'Immacolata, con lo scopo di aiutare i compagni in difficoltà. Aveva capito che la santità, una vita cristiana alta, si può raggiungere facilmente nel contesto delia vita di ogni giorno. La santità consiste nello stare allegri e fare bene il proprio dovere, aiutando chi ha bisogno.
E quante difficoltà, sofferenze, richieste di aiuto incontri appena ti senti responsabile di quelli che ti stanno accanto! Non c'è bisogno solo di pane per mangiare, di un letto per dormire. Cercano qualcuno che li stimi, che li incoraggi, che indichi la strada lungo la quale scoprire che la vita è bella, perché è nelle mani del Signore, nonostante tutto. Hanno bisogno di speranza e tu puoi regalare quella che hai nel cuore.
Prendersi cura dei compagni in difficoltà... Un'intuizione nata in adolescenti che vivevano a contatto con don Bosco, che operava col cuore di Gesù. "Tristezza e malinconia fuori di casa mia", ricordava ai suoi ragazzi.
A 15 anni Domenico va in Paradiso e gli altri, qualche tempo dopo, formeranno il primo drappello dì giovani che daranno vita alla Congregazione Salesiana. Così don Bosco potè pensare ai giovani del mondo attraverso giovani generosi che ne continueranno l'opera. E pensò anche ai giovani di Genova, a quelli di Sampierdarena. Il bei campanile costruito da don Bosco, nel suo cuore di pietra, conserva l'eco di innumerevoli voci di giovani. Non pochi lo hanno seguito offrendo la propria vita al Signore per i giovani, per essere felici, per rendere felici gli altri.
Il motto "giovani per i giovani" traduce, nel tempo e nelle varie culture, l'amore di Dio che si rivela in Gesù Cristo. È l'intuizione di don Bosco, fatta propria da Domenico Savio e da tanti suoi coetanei. Esprìme il protagonismo giovanile che invita ad uscire dal gregarismo, del tutti fanno così, dal conformismo, dal narcìsismo soggettivistico, imperante oggi. È la via della propria crescita che fa crescere gli altri. È "donarsi", perché ci si sente "un dono".
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