Cari Amici,quando esce l'ECO DON BOSCO già è terminata la festa di SAN GAETANO che la parrocchia Don Bosco ha vissuto non solo come festa tradizionale, ma con uno slancio particolare per sottolineare i 125 anni della sua fondazione. Una storia che uno 'speciale' del CIV Rolandone ha fatto conoscere a tutti.
Da 3 anni svolgo il sevizio di parroco e il tentativo inseguito è di fare di un luogo di culto anche un luogo di impegno civile. A rileggere le riflessioni precedenti scritte per l'ECO si può scorgere il cammino fatto, le proposte, le piccole realizzazioni, il porsi della parrocchia come interlocutrice delle persone avendo a riferimento Gesù risto centro di ogni interesse fisico, umano e spirituale, quale ritroviamo nei vangeli. La fede infatti, oltre ad essere quel profondo e totalizzante affidamento a Dio inserito nell'esperienza umana quotidiana, è anche una chiamata a testimoniarne la bellezza e la pienezza perché ci pone nella condizione di condividere con gli altri il valore scoperto e che portiamo 'dentro'. Sampierdarena ha bisogno di una presenza così e il ristiano è lievito buono per costruire il Regno. Abbiamo pensato a un momento musicale di alto livello e la provvidenza ha reso possibile l'incontro con artisti dell'orchestra Carlo Felice di Genova. Per 3 sere, alle 21, in chiesa saranno eseguiti e offerti i 3 concerti per violino e orchestra di Mozart. Le composizioni gioiose e solenni introducono a una riflessione chiesta a 3 giovani esponenti del mondo politico per individuare, al di là di interessi di partito, una proposta che miri al bene del territorio che sta precipitosamente cambiando volto. Una presenza invasiva di latinoamericani in cerca di lavoro e di una vita più dignitosa sconvolge un già difficile equilibrio tra culture diverse ed è visibile un movimento di fuga degli stanziali con il rischio di trasformare Sampierdarena in ghetto. Il problema di tanti giovani in giro (a cui l'Oratorio offre una risposta importante), del lavoro precario, degli affitti alti e dei subaffitti da rapina; l'invadenza degli stranieri tollerata solo in base a una convenienza, ma senza una effettiva accoglienza; stili diversi di vita ecc. acuiscono il difficile di un rapporto comunitario. Non possiamo solo 'assistere', dobbiamo intervenire; non dobbiamo 'fare qualcosa', è necessario coordinare le forze e progettare insieme: tentiamo di rendere più vivibili i nostri quartieri, dovunque; tentiamo la strada della profezia che è il coraggio dell'adeguamento al mondo che cambia, lasciandolo cambiare per la evoluzione a cui sottosta, ma non cedendo sui valori umani che fanno da cerniera per un vivere dignitoso per tutti.
La parrocchia non ha una scelta politica, è casa di tutti, sganciata da scelte di parte, perché è il luogo della Parola di Dio che fa da collante, stimolo sempre di rinnovamento e rilancio, ed è il luogo della comunione fra le persone nel Corpo e Sangue di Cristo, nutrimento non sofisticato, senza additivi chimici e politici. Il Cardinale, presente per la celebrazione, sottolineerà i 125 anni della parrocchia, ci richiamerà a un cammino di chiesa che sia esattamente il cammino delle prime comunità cristiane tese alla verità, giustizia, pace, concordia, fraternità, condivisione... valori da far entrare nel vivo del nostro vissuto: salvezza umana e divina. Ma la parrocchia è Salesiana, e don Bosco è il riferimento indiscutibile per una sensibilità giovanile che la deve caratterizzare. Chiedete a noi Salesiani, cari amici, il coraggio della profezia, stimolateci a trovare la parola nuova che non sopprima ciò che è sorpassato, ma introduca in cammini di vicinanza alla sofferenza del mondo, e per noi della parrocchia. Mi piace chiudere con questo appello a voi, perché la parrocchia non è dei preti, ma è di tutti.
don Piero
| [Torna alla pagina precedente] | [commenta] | Condividi | [home page] |