Cari amici, in parrocchia si continua con gli impegni istituzionali che vanno dalle celebrazioni festive e feriali con le varie sottolineature liturgiche ai catechismi per i ragazzi, alle catechesi con gli adulti (don Giulio legge e commenta il libro della Genesi, agli incontri con i fidanzati e con quanti si preparano, adulti, a fare una scelta di fede con il sacramento della Cresima. È quella che chiamiamo ordinaria amministrazione. Ma non ci fermiamo qui perché colloqui, confessioni e ascolti sono una priorità pastorale irrinunciabile: in chiesa, come anche in ufficio, sempre c'è un prete pronto a ricevere le persone che bussano, Ma lo specifico del Don Bosco è dato da alcune iniziative che nel frattempo sono sorte.
Un'attenzione ai divorziati, separati, risposati per condividere la situazione, anomala per la Chiesa, e non perdere la speranza che da una realtà di rottura familiare potrebbe andare alla deriva, ma mantenere la certezza dell'amore di Dio che 'non si separa' da nessuno. Gruppo collaudato con una sua organizzazione per cui ognuno a turno presenta, a sua scelta, un riferimento al Vangelo sul quale si riflette e dal quale si entra nel vissuto delle persone. Altro polo di attenzione è il variegato e isolato mondo dei gay: anche qui l'elemento che accomuna è, al di là della situazione, il riferimento alla fede che in definitiva sembra non contare per la pastorale ordinaria della chiesa. Li considero i 'lebbrosi' del vangelo obbligati a stare ai margini se non fuori dalle comunità e che invece Gesù Cristo non solo avvicina, ma abbraccia. Lo scopo dell'incontro non è politico, ma umano di accoglienza. Ci stiamo chiedendo insieme se il Vangelo è parola di liberazione anche per loro, se nella chiesa sono 'figli' e non reietti. Ci sembra che il cammino da fare sia tanto: sono persone meravigliosamente 'normali' marchiate da una sofferenza in sé e da un pregiudizio difficile da abbattere perché il pensiero comune corre, come a un alibi contro di loro, al Gay pride. Un altro versante di impegno è con i latinoamericani. Nel giro di quasi 2 anni si è consolidato quel punto di incontro che è la Messa di mezzogiorno alla domenica. Lo scopo, che fa difficoltà a essere compreso, è di farli incontrare nella loro diversità di cultura di origine, sono ecuadoriani e peruviani in prevalenza, e far loro rivivere una tradizione di fede che è a rischio di cancellazione nel nostro mondo occidentale non proprio così ideale come si presume. Parecchi italiani vi partecipano, a volte casualmente, e rimangono impressionati dalla spontaneità di fede che viene espressa. La novità di quest'anno è la presenza di un mediatore culturale e religioso con il compito di tessere una trama di avvicinamento delle persone e portarle a vivere nello spirito della comunità. Il cammino è lungo: prendere coscienza di sé e contemporaneamente dell'appartenenza a una comunità più ampia in cui integrarsi. Un bel lavoro. Nel frattempo stiamo vivendo una serie di incontri al Tempietto su temi di attualità mascherati da un titolo accattivante: "4 chiacchiere su cose di cui si parla sottovoce, ma si parla", e sui quali la chiesa di base deve aprire un confronto con la gente per evitare confusioni e il diffondersi di idee sbagliate, e soprattutto costruire una coscienza forte capace di essere rispettosa delle norme della chiesa e di se stessa.
Queste le piste su cui si muove, la parrocchia Don Bosco. Aiutateci a realizzare una comunità aperta, libera e che nella diversità dei componenti sappia creare comunità, cioè di persone in comunione.
don Piero
| [Torna alla pagina precedente] | [commenta] | Condividi | [home page] |