Ogni volta che stiamo per mandare in stampa l'Eco ci inviti a ricordare ai benefattori le BORSE DI STUDIO per gli studenti del don Bosco. È così grave la situazione della scuola?
Ho lavorato a Sampierdarena trent'anni fa: allora come oggi sento ancora aleggiare l'idea che il don Bosco sia ricco, soprattutto l'Istituto. Intanto Scuola e Istituto non si equivalgano. L'Istituto è tutta l'opera e comprende Scuola, Oratorio, Parrocchia, ecc.
Dati pubblicati dal Censis ed Ocse dimostrano che lo Stato, nel 2007, per ogni allievo della Scuola Secondaria statale di primo grado ha speso 7688 euro e per i Licei 8108. Alle paritarie (il don Bosco non è una'scuola privata, ma pubblica paritaria), lo Stato, attraverso buoni libro, aiuti per chi ha l'Isee basso o per borse di studio di merito ha dato in media alle famiglie (e non alla Scuola) 106 euro per le medie e 56 euro per le Superiori, II don Bosco nel 2007 chiedeva come retta annua per le medie 2610 cioè 5078 in meno dello Stato e per il Liceo 3200 cioè 4908 in meno dello Stato. Ricordo che circa 150 degli attuali nostri allievi su 777 pagano retta ridotta e alcuni sono tenuti gratuitamente, per un mancato introito di circa 90.000 euro. Qualcuno di questi forse non ne aveva bisogno e ci ha quindi ingannati? Preferiamo essere ingannati che rischiare di lasciar fuori per motivi economici chi ha veramente bisogno di noi.
Se le rette non sono sufficienti a pagare le spese correnti (tanto meno i lavori di manutenzione...) chi ce li mette i soldi mancanti ?
La generosità di alcuni benefattori. Ci sono poi gli affitti. Ma soprattutto ci sono i Salesiani che lavorano senza percepire alcun stipendio e che si danno da fare (tutti, giovani e meno giovani) per fare Conferenze, servizi liturgici e religiosi, mettendo a disposizione le loro pensioni, diritti di autore, offerte dei loro parenti, Aiuti poi provengono dal fondo di solidarietà dell'Ispettoria Salesiana, fondo formato con il lavoro di altri Salesiani.
Ma tutto questo non è ancora sufficiente. E allora il debito cresce, cresce ...: se qualcuno non ci crede siamo pronti a cedergli l'amministrazione della Scuola, debiti compresi.
Circola la voce: "I Salesiani sono ricchi. Hanno negozi, libreria, cinema, teatro; e poi c'è l'US don Bosco, il Paladonbosco, con campi, fitness, palestra. Dove vanno tutti questi soldi?"
Vorrei subito precisare che tutte queste cose, negozi, libreria, cinema-teatro, fitness, Paladonbosco e quant'altro non sono di proprietà dell'Istituto di Sampierdarena. Solo i locali sono nostri: alcuni sono dati in comodato gratuito e altri sono in affitto. I soldi degli affitti sostengono in parte la scuola che è uno dei mezzi che offre più opportunità educative. Se poi le strutture possono sembrare "ricche" ricordo a tutti che non sono per i Salesiani, ma per i giovani. E don Bosco sosteneva che i suoi ragazzi devono essere trattati bene: che significa non vivere nel lusso, ma avere strutture valide e funzionanti. Le sue tipografie avevano le macchine più all'avanguardia del tempo. Ma tutto questo costa!
Don Bosco, quando inviò i suoi figli a Genova nel 1871, chiese al Direttore della nuova opera: "Quanti soldi hai?" Don Albera rispose: "500 Lire". E don Bosco: "Non è necessario tanto denaro. Non ci sarà la Provvidenza a Genova? La Provvidenza penserà anche a te". Non ha ragione don Bosco?
Molti genovesi hanno aiutato con grande generosità il don Bosco di Sampierdarena e non solo. Oggi ci sono Istituzioni private che ci aiutano: la Fondazione Piaggio ci ha rinnovato le aule della scuola superiore e la Fondazione Pretto Cassanello ogni anno da il suo contributo. Gli Enti pubblici, in qualche misura, ci aiutano, ma sono aiuti per l'Oratorio, la Parrocchia, la cultura e il sociale. Per la Scuola. l'aiuto è quasi inesistente. Molte famiglie desiderano per i loro figli una educazione seria, cattolica, che dia delle basi valide per la vita, ma non possono iscriverli alle nostre Scuole per problemi economici a volte anche gravi. Li vogliamo lasciare fuori ? Don Bosco aveva tanta fiducia nella Provvidenza ed era ripagato. Anch'io, nel mio piccolo, ho sperimentato in passato la generosità e la lungimiranza di tante persone, di enti privati e pubblici.
Quale suggerimento daresti per aiutare la "Scuola don Bosco"?
Lascio alla fantasia di ognuno. Però posso suggerire l'istituzione di Borse di studio; adozioni di qualche allievo povero; offerte liberali, anche piccole; le famiglie più abbienti dei nostri allievi potrebbero farsi carico di parte della retta di ragazzi bisognosi della classe del proprio figlio. E chi più ne ha, più ne metta ! Con la certezza che il Signore rende il cento per un uno: un buon interesse, vero?
cura della Redazione
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