Terrore e Guerra

Incontro con gli ex allievi per riflettere su quanto sta accadendo nel mondo

interventi

Non poteva mancare durante il convegno di domenica 11/11/2001 una riflessione su quanto sta accadendo nel moondo. Dopo che Don Rinaldini ha esposto, con una pluralità di fonti quanto è accaduto, non sono mancati gli interventi.

Di seguito riportiamo le tracce usate per la presentazione iniziale

  1. Ci troviamo dentro una guerra globale, terroristica, batteriologica e chimica... e nucleare?

    L'inaudito si è realizzato paralizzando la vita che non ha più sicurezza.

  2. Bin Laden, il solitario criminale terrorista

    si proclama il vero profeta dell'Islam e scatena la guerra santa in nome di Allah contro l'America e l'Occidente, compresi gli stati islamici moderati.

    1. Con quale autorità?
      Il Corano condanna il suicidio:
      i Kamikaze non sono martiri della fede. Il Corano proibisce l'uccisione di innocenti.
      Il Corano distingue tra guerra di difesa e guerra di offesa:
      solo la prima può essere dichiarata santa. Su questo la quasi totalità dell'Islam, Sunnita o Scita, concorda.
    2. La Lega araba ha sconfessato Bin Laden:
      Rappresenta solo se stesso.
    3. Il Terrorismo fiorisce come frangia impazzita sul fondamentalismo.

      Nel mondo islamico il terrorismo è presente prima di Bin Laden, ma il lancio della guerra santa che coinvolge tutta la Comunità islamica,

      • per estromettere i regimi islamici moderata (gli ipocriti),
      • liberare l'Arabia saudita dalla presenza americana, (II Male),
      • dare sicurezza allo stato palestinese
      non esprime un disegno preciso che usa la religione Islamica e le situazioni d'ingiustizia per finalità altre da quelle religiose?

  3. Non tutti i Musulmani sono arabi e non tutti gli arabi sono musulmani.

    Non c'è un unico "tipo" di musulmano ( Muslim= colui che a Dio sottomette; Islam=esprime il movimento verso Dio del credente la cui fede consiste nel credere in Dio e obbedire alla sua volontà rivelata, espressa per mezzo della sharia. Non è una adesione intellettuale, ma globale, esistenziale, che impegna le dimensioni affettive, pratiche dell'uomo).

  4. Non siamo superiori, ne inferiori.

    Amadou Hampatè Bà, dopo aver pregato per la pace nel mondo -1961- con un prete cattolico e con un rabbino commenta: "Non c'è che una sola cima in punta a una montagna, ma i sentieri per raggiungerla possono essere diversi. Considero il Cristianesimo, l'Ebraismo e l'Islam come tre fratelli di una famiglia poligama. dove c'è un solo padre, ma dove ogni madre ha cresciuto suo figlio secondo i propri costumi".

  5. I Talebani sono studenti di teologia islamica ignoranti

    a detta di illustri teologi islamici- che memorizzano alcune parti del Corano e vengono fanatizzati per un integralismo che esige anche la morte... per Allah. Il fenomeno trae origine dall'asse tra il mondo arabo e il Pakistan. I Talebani hanno imposto un'interpretazione dell'Islam , mai esistita nel contesto teologico del paese fino a qualche decina di anni fa. II loro governo e rifiutato dal mondo intero, ad eccezione del Pakistan.

    Se il musulmano colto può distinguere Bin Laden dal vero musulmano, la gente semplice è attratta dalla propaganda di Bin Laden: l'Occidente ha commesso ingiustizie contro il mondo islamico; i diritti umani e dei popoli, orgoglio dell'Occidente, sono disattesi fuori dell'Occidente.

  6. La guerra come atto di polizia internazionale contro il Terrorismo sotto l'egida dell'ONU,

    è portata avanti dagli anglo-americani con vari distinguo russo- cinesi e di parte della società occidentale... Ed ora anche dall'Italia e dalla Germania con grosse crisi di coscienza.

    Quest'operazione di polizia internazionale dal 7 settembre ha seminato tante vittime che si sommano a quelle del crollo delle due Torri di New York. E tante altre ne farà l'inverno tra i profughi afgani...

  7. La pace va insieme alla giustizia

    L'Occidente ha il dovere, in contemporanea all'azione di polizia internazionale contro il terrorismo islamico, di creare situazioni di giustizia:
  8. Dall'intervista ad Aga Kan

    nel Corriere della sera. (Aga Kan è la guida degli Ismaeliti... Una delle autorità spirituali dell'Islam che meglio conosce terre e popoli dell'Asia centrale, l'area che tiene il mondo col fiato sospeso):

    1. Le tensioni, i conflitti etnici e religiosi, la violenza trovano terreno fertile in contesti di povertà e di ignoranza
    2. Perché il mondo islamico è prudente nel condannare i Talebani?

      "La condanna del terrorismo e del sistema di governo dei talebani è chiarate abbastanza unanime. Altra cosa è esprimere una condanna della pratica strettamente religiosa dei talebani: nessun musulmano ha il diritto di giudicare il modo di praticare la fede di un altro ... ma vieta anche l'imposizione di una pratica religiosa o di una fede... Il Corano prescrive l'etica della responsabilità, un obbligo per coloro che hanno autorità nella vita civile a favorire benessere e sviluppo della propria comunità, cosa che i talebani non hanno fatto e per questo il loro regime si condanna da solo... ma è sbagliato associarlo a Bin Laden e associare Bin Laden all'Islam"

    3. L'Occidente conosce in modo confuso il mondo musulmano:

      si rischia così di perdere di vista un principio fondamentale del Corano: l'etica, l'educazione alla testimonianza della fede in ogni attimo della vita, con comportamenti coerenti. Anche per questo l'Islam non si è secolarizzato come la cristianità. Noi non distinguiamo fra attività terrene e spiritualità

  9. Osama Bin Laden: nato in Arabia Saudita 44 anni fa

    1. Osama si chiamava un letterato siriano che aveva dedicato tutta la vita a combattere i crociati, a fianco del Saladino. Mori a 93 anni, giusto il tempo per vedere Gerusalemme riconquistata dall'Islam
    2. l'uomo che può unificare l'Islam nella guerra santa contro gli Stati Uniti e l'Occidente?
    3. La grande Jihad islamica: un fulmine capace di rischiarare la notte mediorientale con la luce abbagliante di un sogno di potenza, non importa quanto caro, in fatto di sangue, di denaro sporco, di compromissioni col mercato? Bin Laden col suo tono dimesso, con i suoi modi gentili,con la sua alta statura da aristocratico risveglia i cuori e i furori di un fondamentalismo nuovo, di una guerra santa non più combattuta per difendere i valori dell'Islam, ma per affermare i valori dell'Islam nel resto del mondo schiacciato dal complotto egemonizzante di ebrei e americani. Bin Laden ripete: "Il governo degli Stati Uniti è iniquo, criminale, dispotico. La nostra religione è minacciata: occorre difendersi. Attaccando". Tale sconfinamento della Jihad trova il suo documento chiave nella dichiarazione di Jihad firmata da un fronte internazionale guidato da Bin Laden, 1994. Quattro anni dopo, febbraio del 1998, Bin Laden incontra leaders islamici:
      • Ayman al-Zawahari capo della Jihad egiziana
      • Abdul Salem Mohammed, capo degli Islamici radicali del Bangladesh
      • Fadi Errahmane Khalil, leader del movimento pakistano radicale del Nord Africa sahariano
      Due asiatici, due africani seduti allo stesso tavolo, a capo del quale è seduto Bin Laden, il nuovo leader riconosciuto della grande Jihad islamica.
      Questi uomini firmarono una condanna scritta a lettere di sangue: "11 Fronte di Lotta Islamico combatte gli Ebrei, ovvero Israele e tutti i suoi sostenitori alleati e dichiara perciò legittimo uccidere qualsiasi americano, civile o militare"
      NB. Fine ultimo del super terrorista: la creazione di uno stato islamico mondiale.
        Fini intermedi:
      • cacciata degli infedeli dai territori islamici In concreto rovesciamento del regime dell'Arabia Saudita, perché consente a militari e civili statunitensi di risiedere sul territorio sacro a tutto l'Islam
      • uccisione di tutti gli Americani militari e civili che venissero scoperti a risedere su un territorio islamico
      • cacciata degli Ebrei che occupano il territorio della Palestina e loro alleati

  10. Jihad

    Questo termine chiave della terminologia del fondamentalismo viene di solito tradotto con "guerra santa". In realtà esso non contiene ne il concetto di guerra, ne quello di santità. Deriva da un verbo che significa sforzarsi, impegnarsi.

    Nel Corano sì trova di solito nella frase "Jihad di sabilullah", " sforzo o impegno sulla via di Allah" e indica qualsiasi attività volta alla difesa e alla diffusione dell'Islam, dalla semplice apologetica fino all'uso delle armi.

    Il significato guerresco del termine è rimasto a lungo in secondo piano. L'Iman Shamil, che nel XIX secolo guidò la lotta in Cecenia contro i Russi ed era un teologo musulmano, respingeva il termine Jihad e preferiva il termine “Ghazwat”, che in arabo ha espressamente il significato di "lotta armata".

    introduzione alla discussione

    Altri teologi liberali non considerano "Jihad" atti terroristici come quelli contro le Torri di New York.
    Il teologo Tantawi non ritiene che sia Jihad neppure l'azione dei Kamikaze palestinesi contro i civili israeliani, perché le azioni militari di Israele - che per altro egli condanna decisamente - hanno una motivazione politico-strategica e non religiosa.

  11. Il popolo afghano

    ( Da un'intervista a Padre Moretti, ultimo sacerdote a lasciare l'Afghanistan, (in Mondo e Missione), riprodotta da Avvenire dell'8 novembre)

    "Oggi parliamo tutti dei Talebani e di Osama Bili Laden . Ma fino a ieri, chi ha mosso un dito per le donne e i bambini afghani? Un fatto è certo: il popolo è stato dimenticato e condannalo a morte: le città sono ormai ridotte ad un cumulo di macerie".

    "I Talebani sono nemici del popolo": Fino a 25 anni fa Kabul era una città molto differente da come appare oggi: "Era piena di luci, di voci, di musica, c'era una vivacissima comunità internazionale. Il mio rapporto con l'Afghanistan è nato in quegli anni". Nel 1978 il colpo di Stato che ha rovescialo Mohammed Daoud. Poi l'invasione sovietica e dieci anni di guerra – Nel 1990 la guerra civile, la lotta intestina tra i vari gruppi dei mujaheddin, getta il paese in una spirale di violenza senza fine e apre le porte ai Talebani, i peggiori nemici del popolo afghano. "Un popolo che è stato sempre tollerante, stante il divieto per ogni religione di fare opera di proselitismo... La cultura afghana si fonda su una storia millenaria. Le radici dello zorooastrismo sono afghane- E anche il Buddismo ha avuto per secoli un ruolo di primo piano. C'era pure una presenza cristiana nestoriana e comunità ebraiche... Questa dei Talebani è una presenza imposta dall'esterno e forse tollerata per lo sfinimento provocato da decenni di guerra (...) I giovani non sanno cosa voglia dire vivere senza combattere e morire. Il decennio dell'occupazione sovietica e la guerra civile hanno provocato un milione di morti, su una popolazione di 17 milioni di abitanti. A questa cifra vanno aggiunte le migliaia di morti causate dalla guerra tra Talebani e l'Alleanza del Nord del generale Massoud. Ci sono ancora disseminate per valli e montagne 10 milioni di mine antiuomo. Un cittadino afghano su tre è mutilato, i quartieri delle città e molti villaggi sono distrutti. Infine i profughi. Oggi se ne contano 3 milioni di ufficiali. Ma sappiamo che potrebbe essere una nuova ondata di rifugiati e che nessun Paese ne vorrebbe".

  12. platea
  13. Domande finali

    1. C'è troppo silenzio sui problemi di fondo (le cause che in questi decenni hanno generato il terrorismo islamico internazionale) e troppa voglia di guerra?
    2. Con la caccia ai terroristi assassini occorre pianificare la nuova pace
    3. Che cosa può fare un cristiano?

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