Terrore e GuerraIncontro con gli ex allievi per riflettere su quanto sta accadendo nel mondo |
Di seguito riportiamo le tracce usate per la presentazione iniziale
L'inaudito si è realizzato paralizzando la vita che non ha più sicurezza.
si proclama il vero profeta dell'Islam e scatena la guerra santa in nome di Allah contro l'America e l'Occidente, compresi gli stati islamici moderati.
Nel mondo islamico il terrorismo è presente prima di Bin Laden, ma il lancio della guerra santa che coinvolge tutta la Comunità islamica,
Non c'è un unico "tipo" di musulmano ( Muslim= colui che a Dio sottomette; Islam=esprime il movimento verso Dio del credente la cui fede consiste nel credere in Dio e obbedire alla sua volontà rivelata, espressa per mezzo della sharia. Non è una adesione intellettuale, ma globale, esistenziale, che impegna le dimensioni affettive, pratiche dell'uomo).
Amadou Hampatè Bà, dopo aver pregato per la pace nel mondo -1961- con un prete cattolico e con un rabbino commenta: "Non c'è che una sola cima in punta a una montagna, ma i sentieri per raggiungerla possono essere diversi. Considero il Cristianesimo, l'Ebraismo e l'Islam come tre fratelli di una famiglia poligama. dove c'è un solo padre, ma dove ogni madre ha cresciuto suo figlio secondo i propri costumi".
a detta di illustri teologi islamici- che memorizzano alcune parti del Corano e vengono fanatizzati per un integralismo che esige anche la morte... per Allah. Il fenomeno trae origine dall'asse tra il mondo arabo e il Pakistan. I Talebani hanno imposto un'interpretazione dell'Islam , mai esistita nel contesto teologico del paese fino a qualche decina di anni fa. II loro governo e rifiutato dal mondo intero, ad eccezione del Pakistan.
Se il musulmano colto può distinguere Bin Laden dal vero musulmano, la gente semplice è attratta dalla propaganda di Bin Laden: l'Occidente ha commesso ingiustizie contro il mondo islamico; i diritti umani e dei popoli, orgoglio dell'Occidente, sono disattesi fuori dell'Occidente.
è portata avanti dagli anglo-americani con vari distinguo russo- cinesi e di parte della società occidentale... Ed ora anche dall'Italia e dalla Germania con grosse crisi di coscienza.
Quest'operazione di polizia internazionale dal 7 settembre ha seminato tante vittime che si sommano a quelle del crollo delle due Torri di New York. E tante altre ne farà l'inverno tra i profughi afgani...
nel Corriere della sera. (Aga Kan è la guida degli Ismaeliti... Una delle autorità spirituali dell'Islam che meglio conosce terre e popoli dell'Asia centrale, l'area che tiene il mondo col fiato sospeso):
"La condanna del terrorismo e del sistema di governo dei talebani è chiarate abbastanza unanime. Altra cosa è esprimere una condanna della pratica strettamente religiosa dei talebani: nessun musulmano ha il diritto di giudicare il modo di praticare la fede di un altro ... ma vieta anche l'imposizione di una pratica religiosa o di una fede... Il Corano prescrive l'etica della responsabilità, un obbligo per coloro che hanno autorità nella vita civile a favorire benessere e sviluppo della propria comunità, cosa che i talebani non hanno fatto e per questo il loro regime si condanna da solo... ma è sbagliato associarlo a Bin Laden e associare Bin Laden all'Islam"
si rischia così di perdere di vista un principio fondamentale del Corano: l'etica, l'educazione alla testimonianza della fede in ogni attimo della vita, con comportamenti coerenti. Anche per questo l'Islam non si è secolarizzato come la cristianità. Noi non distinguiamo fra attività terrene e spiritualità
Questo termine chiave della terminologia del fondamentalismo viene di solito tradotto con "guerra santa". In realtà esso non contiene ne il concetto di guerra, ne quello di santità. Deriva da un verbo che significa sforzarsi, impegnarsi.
Nel Corano sì trova di solito nella frase "Jihad di sabilullah", " sforzo o impegno sulla via di Allah" e indica qualsiasi attività volta alla difesa e alla diffusione dell'Islam, dalla semplice apologetica fino all'uso delle armi.
Il significato guerresco del termine è rimasto a lungo in secondo piano. L'Iman Shamil, che nel XIX secolo guidò la lotta in Cecenia contro i Russi ed era un teologo musulmano, respingeva il termine Jihad e preferiva il termine Ghazwat, che in arabo ha espressamente il significato di "lotta armata".
Altri teologi liberali non considerano
"Jihad" atti terroristici come quelli contro le Torri di
New York.
Il teologo Tantawi non ritiene che sia
Jihad neppure l'azione dei Kamikaze palestinesi contro i civili
israeliani, perché le azioni militari di Israele - che per
altro egli condanna decisamente - hanno una motivazione
politico-strategica e non religiosa.
"Oggi parliamo tutti dei Talebani e di Osama Bili Laden . Ma fino a ieri, chi ha mosso un dito per le donne e i bambini afghani? Un fatto è certo: il popolo è stato dimenticato e condannalo a morte: le città sono ormai ridotte ad un cumulo di macerie".
"I Talebani sono nemici del popolo": Fino a 25 anni fa Kabul era una città molto differente da come appare oggi: "Era piena di luci, di voci, di musica, c'era una vivacissima comunità internazionale. Il mio rapporto con l'Afghanistan è nato in quegli anni". Nel 1978 il colpo di Stato che ha rovescialo Mohammed Daoud. Poi l'invasione sovietica e dieci anni di guerra Nel 1990 la guerra civile, la lotta intestina tra i vari gruppi dei mujaheddin, getta il paese in una spirale di violenza senza fine e apre le porte ai Talebani, i peggiori nemici del popolo afghano. "Un popolo che è stato sempre tollerante, stante il divieto per ogni religione di fare opera di proselitismo... La cultura afghana si fonda su una storia millenaria. Le radici dello zorooastrismo sono afghane- E anche il Buddismo ha avuto per secoli un ruolo di primo piano. C'era pure una presenza cristiana nestoriana e comunità ebraiche... Questa dei Talebani è una presenza imposta dall'esterno e forse tollerata per lo sfinimento provocato da decenni di guerra (...) I giovani non sanno cosa voglia dire vivere senza combattere e morire. Il decennio dell'occupazione sovietica e la guerra civile hanno provocato un milione di morti, su una popolazione di 17 milioni di abitanti. A questa cifra vanno aggiunte le migliaia di morti causate dalla guerra tra Talebani e l'Alleanza del Nord del generale Massoud. Ci sono ancora disseminate per valli e montagne 10 milioni di mine antiuomo. Un cittadino afghano su tre è mutilato, i quartieri delle città e molti villaggi sono distrutti. Infine i profughi. Oggi se ne contano 3 milioni di ufficiali. Ma sappiamo che potrebbe essere una nuova ondata di rifugiati e che nessun Paese ne vorrebbe".