Duecento suore, Salesiane di Don Bosco, riunite a Roma in un'Assemblea mondiale, che ha per tema la cittadinanza evangelica, scrivono una lettera aperta, tradotta in 25 lingue, alle quindicimila consorelle del mondo e chiedono di unirsi per un gesto di pace.
Carissime,
Nei giorni scorsi mentre discutevamo in assemblea su come impegnarci concretamente per una vita secondo il vangelo, è sorta la proposta che come religiose potessimo dare un segnale forte e immediato a favore della pace.
Infatti, i conflitti presenti in tante parti del mondo e i più forti venti di guerra di questi giorni ci inducono a pensare e ad agire in modo alternativo.
Non vogliamo fare soltanto dichiarazioni o appelli, che spesso cadono nel vuoto. Raccogliamo il grido delle madri che assistono impotenti alla morte dei loro figli e il grido dei bambini e dei giovani che non conoscono il volto della pace. Per rispondere a questo grido, facciamo nostro un gesto proposto dal movimento cattolico internazionale per la pace "Pax Christi": esprimere con la vita il voto di non violenza.
Si tratta di un impegno personale. E una via da percorrere giorno dopo giorno, sulla quale i cristiani camminano da secoli nella memoria delle parole di Gesù: "Beati gli operatori di pace perché saranno chiamati figli di Dio".
Proponiamo di coinvolgere in questa scelta di uno stato di nonviolenza anche tutte le donne, gli uomini, i giovani e le giovani delle nostre comunità educative. Pensiamo così di poter diventare, tutti insieme, come il sangue nuovo del mondo, una linfa di pace che può far rifiorire la vita.
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